regalo

Dicembre 22, 2007 by bonnieandclyde

non so se lo cagherà più nessuno questo blog. comunque volevo postare un paio di racconti che ho trovato nei meandri del mio vecchio pc. si riferiscono al tempo in cui lavoravo a conegliano, quindi un anno e mezzo fa. uno dei due racconti è datato più di due anni fa, mentre l’altro è poco più recente. attenzione che è un post lunghissimo, ma merita. ci sono ancora tutti gli errori grammaticali (mica perché son ingnorante, è che dovevo scrivere fra una bolla e l’altra :) ) buona lettura (io vi consiglio di stamparvela).

— prima storia

Buongiorno a tutti.
Ok raga. Sono stato due giorni per lavoro in ungheria. Credo sia meglio che mi sfoghi un pochettino raccontandovi cos´è successo, dato che ci sono certi elementi che possono farvi capire con che razza di gente lavoro. E così vi terrò impegnati per due minuti a leggere questa email, dai… dai che tanto lo so che state tutti quanti cazzeggiando. L´ho scritta fra ieri ed oggi, quindi a volte scrivo “ieri” riferendomi in realtà a martedì.

Dunque… siamo partiti lunedì alle 11 da conegliano. Al mattino i fornitori ungheresi ci avevano avvertito che c´era neve in austria e nell´ovest dell´ungheria; la risposta del mio capo a questa affermazione è stata “valà valà… ungherési… péna ke i véde `na s´ciànta de neve i se kèga sòt ahaha” (e già qua capite che razza di personaggio di merda è il mio capo).
Comunque… partiti alle 11… ci siamo fermati in un autogrill verso l´una e mezza a mangiare un boccone. Sono riuscito a scucirgli addirittura due piadine, giusto per fargli perdere un po´ di tempo. Ecchemminchia!
Ok. arrivati a Klagenfurt il capo sbaglia strada… ed ovviamente inizia ad inveire contro suo figlio! (ah, già: eravamo io, il capo e suo figlio… fate conto che… vabbeh, io sono come sono, il capo è un ciccione del ca… ehm… un uomo robusto coi baffi ed il parrucchino, mentre suo figlio è un ragazzo robusto con la barbetta da frocio e senza capelli).
Ad ogni modo abbiamo iniziato a trovar neve verso… boh… un pezzo in dentro… non tanta roba, ma un pochettino fastidiosetta. La sera abbiamo cenato con gli ungheresi, il mattino dopo dovevamo avere un incontro con i trasportatori alle 8… e siamo arrivati alle 9 e 20, grazie al fatto che ci siamo fatti venire a prendere, dato che quel coglione del mio capo e tutta la sua ciccionissima sapienza non sono riusciti a divincolarsi a budapest. Dopodiché siamo andati in fabbrica dai fornitori ungheresi, abbiamo mangiato con loro ed alle due e mezza siamo partiti. Stanotte sono arrivato a casa alle 3 a causa della neve.
Ad ogni modo verso le 3 di ieri pomeriggio mi sono detto “dai che scrivo giù un po´ delle stronzate che dicono questi due”. Un po´ di roba me la ricordavo, per il resto invece ho semplicemente seguito la loro dettatura. Sentite qua che razza di elementi sono:
Ah… piccola parentesi… le sigle:
M = matteo
C = il capo
S = stefano, il figlio del capo
Xxx xxx = bestemmia
(- -) = il pensiero del vostro umile narratore.

Per farvi capire che il viaggio era iniziato male di per sé, all´altezza di san fior (10 km da qui) è venuta fuori la scritta “foratura pneumatico”. Niente di strano; è un semplice calo di pressione in una delle gomme. Peccato che all´altezza di Kormend (ungheria) stefano abbia esclamato “hey, papà, fermati fermati! La macchina ci dice che abbiamo bucato una gomma!” ovviamente sono così magnanimo da risparmiarvi la trafila di insulti che si è dovuto cuccare fra la mia ilarità e gioia! Avrei voluto rispondergli “guarda che qui quello che si buca forse sei tu!”

Nell´andare in dentro… quando abbiamo sbagliato uscita a klagenfurt stefano ha detto “beh, a me comunque sembrava che stessimo sbagliando uscita, e suo padre “ma perché cazzo non me l´hai detto? Allora vedi che sbagliamo per colpa tua? Dai, svegliati ragazzo!” (poveraccio).

Nell´andare in dentro… il capo ad un certo punto stava godendo di un´incontrastata libertà di espressione: per tre ore è stato l´assoluto padrone di tutte le parole che venivano dette. Ad un certo punto stefano dice una frase e suo padre gli fa
“stefano, ma che cazzo dici?”
S. “eh, no, ma stavo pensando…”
C. “tu non pensare! Ogni volta che pensi, tu perdi tempo!”
(-waaah! Madonna oh! Se lo diceva a me gli sputavo nell´occhio!-)

All´andata… ci siamo fermati in un un autogrill e il capo mi fa “con quante ragazze parli di solito?” e io “con 3″ “allora compro tre confezioni di ferrero rocher”, ma dato che al meeting ce n´erano solo due… il capo ha detto “beh, una me la tengo per me, cazzo!” (-eh… cicciobello! Un fenomeno di coerenza!-)

Durante tutto il viaggio… volevo giocare col suo parrucchino… o magari bloccarlo al poggiatesta in qualche maniera, così quando sarebbe uscito dalla macchina tutti avrebbero ammirato la sua crapa pelata!!! (ihihi)

Nell´andare e nel tornare… il capo teneva una temperatura costante di 14 gradi in macchina. Cioè: ma si può essere più cretini? Fuori è meno 5, e tu tieni 14 gradi? Mi si intorbidiscono le palle a quella temperatura!
Ad ogni modo stefano ha alzato la temperatura… da 14 a 28 (e già potrei prenderlo un po´ per il culo), alché suo padre gli fa “ma xxx xxx!!! Che cazzo fai?! Che poi quando andiamo fuori ci prendiamo su la morte perché non siamo più abituati al freddo!”. (-ma non siamo nel 2005 d.c.? cioè… le glaciazioni c´erano alcuni milioni di anni fa… quanto vecchio è il mio capo?-)

Quando si sbagliava strada… il capo avrà detto almeno 152.556 volte “siamo 3 pirle!” Ovviamente! Lui guida, e i pirle siamo in tre! Finché ho deciso di fregarmene completamente e di non far nemmeno più finta di guardare le vie delle strade. Così lui continuava a dire “siamo tre pirle” mentre io avevo la testa appoggiata sul seggiolino, suo figlio stava guardando la cartina dell´austria e della slovacchia (a budapest, ovviamente!) e il capo continuava ad inventarsi che bisognava andare verso sud. (-Ok dico io… e perché diavolo allora abbiamo il sole alle nostre spalle alle 9 del mattino adesso?)

Durante tutto il viaggio… cioè… parlare delle strade sbagliate… caspita… facciamo prima a parlare di quelle giuste. Siamo partiti da sotto l´ufficio, ed abbiamo preso subito la pontebbana. C´è anche un´altra strada che ci consente di tagliare un pezzo di pontebbana passando per il centro di conegliano e subito il mio capo “ecco stefano! Te l´avevo detto che dovevamo fare l´altra strada! Ma tu non mi ascolti mai!” piccolo particolare: guidava il capo! A klagenfurt siamo passati per il centro del paese anziché per l´autostrada. Pur sapendo che c´era neve, il capo ha voluto fare tutte le statali di ungheria… “ci mancherebbe che adesso io paghi anche per l´autostrada, sono qui solo oggi e domani!” (-complimentissimi! Coglione!-) direi che nel computo totale abbiamo perso almeno 4 ore e mezza per questa sua brillante decisione. Ci siamo persi a budapest, ed il capo è riuscito a dire “dovevamo fare come dicevo io! Dovevamo fare come dicevo io! Non ascoltare gli ungheresi”. Postilla: la sera prima, a cena, mi aveva chiesto di farmi spiegare dov´erano i trasportatori da quelli della fabbrica: mi sembra di aver fatto quello che voleva lui! Ad ogni modo, i trasportatori sono fra un mcdonalds e un distributore. Peccato che a budapest ogni distributore sia vicino ad un mcdonalds! Bello perché, quando ho chiamato i trasportatori perché ci venissero a prendere, ho detto loro “siamo fra l´OMV ed il mcdonalds” “grazie: ci sono più di 100 mcdonalds a budapest, e vicino ad ognuno c´è un OMV” e io “ah… allora siamo nella merda!”. Nel tornare indietro… ancora tutta la statale… ad un certo punto ci siamo trovati vicino al confine con la serbia! (e perché lo sappiate: saremmo dovuti andare verso nord per andare in fabbrica!)

Dal trasportatore ungherese… quando siamo arrivati, il capo e suo figlio a stringere mani su mani a tutti e a presentarsi dicendo rigorosamente il proprio cognome… sia il padre che il figlio. Pensa te. Vabbeh… il fatto è che quando sono arrivato io mi sono messo a far grandi sorrisi a tutti quanti ed a dare grossi bacioni sulle guance alle ragazze. Dopo la prima che avevo abbracciato il capo ha iniziato a dire “matteo stai fermo… dai matteo… stai calmo… matteo…” con quell´espressione da pesce lesso di chi ti vorrebbe mandare al diavolo ma deve tenere un sorriso decente ed assecondare le cazzate del proprio dipendente… ah… che bello avere il coltello dalla parte del manico!

Il mattino del secondo giorno, dopo essere arrivati con un´ora e mezza di ritardo all´appuntamento ed essere usciti dall´incontro coi trasportatori il mio capo mi fa “chiama la fabbrica e dì loro che siamo in ritardo per colpa dei trasportatori”. Io li chiamo e gli faccio “eh, sapete, abbiamo perso molto tempo coi trasportatori” e il tipo della fabbrica mi fa “ah, davvero? E che mi dici invece del fatto che vi siete presentati con un´ora e mezza di ritardo coi traspotatori stamattina?”, alché sono scoppiato a ridere e gli ho detto “ok otto, i will relate you about it later, but let me laugh at my boss freely now! ihihi” che sgamaaata!!!

Ai ristoranti… una cosa che apprezzo del mio capo è che… è allergico all´aglio! O meglio, dice di esserlo. In realtà è uno sporco viziato di…. Comunque. Ogni volta che si mangia da qualche parte, lui si lamente sempre che “c´è aglio, caspita!”. È stato molto bello mangiare per tre pasti bistecche di manzo, filetti di maiale e… e non ricordo, mentre lui faceva il prezioso, dava indietro il tutto al cameriere e si faceva portare… insalatine, formaggio, e cazzatine varie. Se me lo porto in giro ancora un po´, va a finire che li metto su io tutti i chili che gli faccio perdere! (ihihi)
Ovviamente non vi descrivo le facce del fornitore quando, per l´ennesima volta, è stato costretto a scusarsi col cameriere dicendo che (ipotizzo) “questo stronzo italiano ha voglia di rompere le palle”. Ed è stato scandaloso quando, in fabbrica, il capo ha iniziato a dire “andiamo due minuti qua, fatemi vedere anche quello, e lì cos´è? E come funziona?”. Il fatto è che il fornitore ci aveva chiesto se per favore si poteva fare in fretta. Sì: 2 ore e mezza. Ormai nessuno lo sopportava più.

A cena… ostia mi ha fregato. Non mi sarei mai aspettato che il capo avesse, per una volta, vendicato suo figlio… a mio discapito!
Dunque… come avrete sicuramente capito, a me non stanno simpatici né il capo né suo figlio. Fatto sta che non è che possa permettermi di prendere troppo per il culo il padre (non troppo, dico), quindi, per forza di cose, su qualcuno mi devo rifare. Ed una delle cose che mi piace di più è far fare brutta figura al figlio davanti al padre. So che sono sadico, malvagio, brutale, e soprattutto avulso da qualsiasi sistema spaziotemporale (eh?)…. Ad ogni modo… prima di cenare con gli ungheresi ci siamo messi a parlare di lavoro. Il capo parlava, io traducevo, e gli altri scuotevano la testa (ihihi). Ad un certo punto è arrivata la pappa e “yu-hu!” penso io “dimentichiamoci del lavoro per un quarto d´ora”. Tzè… magari… c´era il capo che, con la bocca piena di schifezze, parlava e parlava e parlava, ed io che dovevo ingoiare il boccone e tradurre, finché gli ungheresi hanno avuto pietà di me ed hanno chiesto di rimandare la discussione a dopo aver finito almeno quello che avevamo sul piatto. Fatto sta che io sono giusto un po´ lentiiino a mangiare, quindi quando tutti avevano finito io mi stavo ancora godendo il mio bel filetto di maiale con le patate. E il capo fa a suo figlio “beh, ora traduci tu!”. (-adesso mi diverto io ihihi-). Stefano ha iniziato a tradurre a stento quello che gli diceva suo padre, e io, da fottutissima carogna, aspettavo tipo 10 secondi di mandar giù il boccone, guardavo gli ungheresi ed in men che non si dica formulavo una traduzione completa e corretta di ciò che il capo voleva sapere. Questo è andato avanti per un bel quarto d´ora, finché il capo, presumo un po´ scazzato del fatto che io avessi rubato la scena con una tale bastardevolezza al figlio, mi fa “bene: ora dici ad otto (l´ungherese) che parli anche tedesco… dai matteo, prova un po´” (-oh cacchio!-) devo ammettere di essere riuscito a dire 3 o 4 frasi di seguito… peccato che me le abbia suggerite l´ungherese!!! “sprechst du deutch?” “ehm… jaaa” “aber langsam” “ehm… ja, langsam… ahah”. Maledetto il capo!

Ad un certo punto il capo ha proferito la seguente frase: “qua da butar via sal no la fa tempo gnanca de cosarse”. Traduzione… “ehm…”

Ed per completare l´opera, ora vi dico una frase di stefano “questa è una convinzione empirica dettata dalle abitudini quotidiane”. Traduzione: “ehm” ma magari la traduzione c´è, ma porca eva… io e suo padre parliamo sempre in dialetto. Che diavolo c´entra questa frase con… con qualsiasi discorso? Cioè… complimenti per la formulazione… ogni tanto bisognerebbe anche pensare al contesto della conversazione, o no?

Errori di… non so neanche come definirli. Purtroppo mi ricordo solo un paio di frasi, dato che la maggior parte le hanno dette nel viaggio d´andata ed io ho iniziato a prendere appunti solo al ritorno: “Quando l´ungheria entrerà in sciencher?” alché a me viene da chiedermi “caspita, non sapevo che l´ungheria volesse entrare in uno dei chitarristi degli scorpions!” (ok, questa era un po´ sottile). Oppure… c´è una città ungherese che si chiama Nagykanizsa. Ok, è difficile, ma dato che la sento nominare da circa due anni, ormai ho capito che si bisogna dire “nagcaniscia”, non certo “nagichirizza” (indovinate chi la dice?), pretendendo fra l´altro che gli ungheresi capiscano a cosa diavolo si riferisce il mio capo che, fra l´altro, si permette pure di dire “ma tu guarda questi ungheresi: sono così ignoranti che non sanno nemmeno in che posti vivono!!!”

Poi la conoscenza della geografia è un po´ un´opinione.
S “Ma la finlandia è in europa?” (-ok, dai, facciamo finta di aver capito cosa volesse dire veramente-)
C “Certo, che è in europa, ignorante! È vicino alla danimarca!” (700 kilometri in linea d´aria, cacchio!)
M “Se intendevi dire nella Cee… sì. Mi sembra proprio di sì”
S “perché ho visto che in una cartina non era evidenziata in blu”
(-se non fosse che mi sono sforzato di ipotizzare tutto discorso, direi che stefano ha dei gravi problemi di doppia personalità!)
C “E allora?”
S “E allora non è nella cee”
M ” `cazzo dici?!”
C “Stefano; ti ho detto che la finlandia è nella cee! Hai capito?!”
S “ah, vabén. Allora sapete tutto voi ah!”
(velo pietoso)

Nel chiedere informazioni per strada… il capo diceva a stefano di uscire ed andare da quello o quell´altro a farsi spiegare la strada (come se tutti parlassero lo “stefanese”, soprattutto a budapest), e così stefano usciva dall´auto e faceva ai passanti “Oh, mister… oh, mister!!!” (vabbeh… forse sbaglio io a dire “Excuse me Sir”, volete che vi dica… italiani, popolo di allenatori).

Durante il viaggio di ritorno… per farvi capire quale pace e comprensione regni in famiglia, il capo ha chiamato sua moglie per informarla di come erano andati gli affari. Ad un certo punto le ha detto “ci hanno aumentato i trasporti di 20 euro” e dall´altra parte penso ci sia stata un´espressione del tipo “nooo… bastardi, non ci vogliono più far lavorare, questi imbecilli”. Hai visto il capo diventare tutto rosso, prendere fiato ed iniziare ad urlare “Ma Elvi!!! Che cazzo dici!!! 20 euro sono poi 1 euro a ton! ti rendi conto? Ti rendi conto? Non è un cazzo! Cosa vuoi che me ne freghi a me di un euro a ton! elvi svegliati, non capisci un cazzo xxx xxx!!!” e le sbatte giù il telefono. A voi ogni commento.

Durante il ritorno… le ultime parole famose. A varpalota (ungheria) nevicava. E anche bene, ma si andava via a 60/70 all´ora. E stefano ha avuto il coraggio di pronunciare la frase “a Klagenfurt tutto questo sarà soltanto un vecchio ricordo”. È proprio vero. Infatti a Klagenfurt ci siamo arrivati 10 ore dopo! E di certo non mi ricordavo della leggera nevicata ungherese, ma piuttosto del passo austriaco fatto a 10 all´ora con la macchina sballonzolata di qua e di là, con tutti che ci suonavano e ci scherzavano!!! Inizio a pensare che quel ragazzo sia un portasfiga!

Nel tornare indietro… Il capo ha chiamato sua moglie a dirle che eravamo in mezzo ad una bufera di neve.
Sua moglie “Ma se c´è tanta neve, perché non prendete una statale?”
C “Ma xxx xxx che cazzo dici? Se non hanno pulito l´autostrada, pensa un po´ te se hanno pulito le statali, xxx xxx!” e le sbatte giù il telefono.
2 minuti dopo:
C = “forse ci converrebbe prendere una statale…”
(-e allora sei proprio un uomo con dei saldi ideali, xxx xxx!”)

Nel tornare indietro… Il capo fa a suo figlio (io ero disteso in salotto! Cioè… il 530 dietro è davvero spaziosissimo! Avevo le gambe da una parte, mi ero tolto le scarpe ed avevo incrociato le braccia dietro la testa a mo´ di “come si sta bene in questa radura”). Comunque… il capo fa a suo figlio “ok, adesso ci fermiamo a comprare le catene da neve, ma poi le montiamo davanti o dietro?” alché io non mi sono trattenuto, e dalla mia postazione di beato fancazzista gli ho fatto “se voi due provate a montare le catene sulle ruote davanti di questa macchina, vi giuro che vi prenderò per il culo per tutto il resto della mia vita!” credo che queste parole siano servite, dato che si sono dati uno sguardo d´intesa come a dire “quanto siamo coglioni”… o forse a dire “adesso lo somatizziamo e lo sodomizziamo” fancuuuulo!

Nel tornare indietro… Le catene da neve… ah… questa poi. Cioè, raga… il mio capo ha parlato per 48 ore consecutive di lavoro! Ma vi rendete conto? Cioè… non c´entra una mazza con le catene da neve, ok… ma… ma neanche l´omino della duracell gli sta dietro! Che palle oh! Ad ogni modo, per 8 ore è riuscito a non parlare di lavoro… ha parlato semplicemente di quanto sono delinquenti, cretini, imbecilli, stronzi, idioti gli austriaci a non pulire le strade.
Ora, dico io, noi siamo partiti sapendo che avremmo trovato neve. E ciononostante siamo partiti: A. con una macchina con la trazione posteriore. B. senza catene da neve. C. con le ruote estive, fra l´altro lisce. Facevamo i 10 all´ora sul passo… “comediavolosichiama”, quello austriaco… e tutti quanti ci prendevano per il culo, ci maledivano o ci suonavano per tutto il tempo che dovevano sopportarci davanti. Fra l´altro il capo continuava ad accelerare, come se accelerando si fosse più sicuri sul ghiaccio! E quando suo figlio glielo faceva notare, lui gli rispondeva “stai zitto che mi fai andare fuori strada!” (-ah, non è che andiamo fuori strada perché tu non sei in grado di gestire un´auto, vero?)
Ad un certo punto ci siamo fermati in un autogrill in austria ed abbiamo chiesto di comprare delle catene da neve. Io me ne stavo andando in bagno (minchia, il mio capo ti fa cagare sotto da come guida) e nel frattempo stefano ha chiesto al negoziante le catene. Però non mi sono voluto perdere la scena. È andato lì e gli ha fatto “céin?”, che presumo volesse dire “I would like to buy two wheel-chains please”. Fatto sta che, per i meno esperti, l´espressione “céin” come l´ha detta lui nel modo e nell´espressione, assomigliava di più a “change”, vale a dire monetine, con il significato di “mi fai la carità per favore?”. Ora vediamo se indovinate… secondo voi, io sono andato in soccorso al figlio del capo o sono andato a scacazzare? Chi ha risposto la prima, per favore selezioni questa email e lo cestini!!!
Comunque il ragazzo mi ha aspettato e mi ha detto “eh, non ce le hanno… e adesso cosa dico a mio padre?” (-digli che sei omosessuale, magari così non pensa alle catene!-) “ma cosa cazzo vuoi dirgli?! Cioè, andiamocene, dai”. Fuori dell´autogrill troviamo un tipo, e stefano decide di chiedergli pure a lui queste dannate chains (!)… fra l´altro, per farglielo capire, si è avvicinato ad un cartellone pubblicitario e con il dito ha indicato le catene; dopodiché ha fatto il segno della ruota con le dita. In pratica, per una persona normale, quel segno voleva dire “la vedi questa catena? Vorrei infilartela nel culo!” dopodiché si è messo a sorridergli, e a quel punto ho davvero iniziato a pensare che il sedere del povero stefano sarebbe stato succube di tutta l´austria quella sera! Ad ogni modo il tipo sembrava particolarmente disposto a cercare di capire il povero stefano. Stefano che gli diceva “céin? Céin? Céin?” e il tipo che gli faceva di sì con la testa. E stefano “dai che adesso abbiamo trovato uno che ci dà le sue catene” (-chi è il più scemo dei due?-), alché mi sono avvicinato al tipo e gli ho fatto “do you have any wheel chain to give or sell us?” e lui, con faccia alquanto soddisfatta, con un sorriso timido e deridente, con un´espressione da violentatoredifiglideicapi mi guarda, diventa tutt´a un tratto serio e mi fa “no!”. E allora sono scoppiato a ridere!!! E che diavolo dovevo fare?

Ah… già… nel tornare indietro il figlio del capo ha esclamato “hey, un gatto delle nevi alle nostre spalle”. (-Intanto: 1. ma c´era bisogno di dirla con questa verve cinematografica? E poi, 2. da quando in qua i gatti delle nevi sono gommati, arancioni, e soprattutto spargono il sale dietro di loro?-)

Nel tornare indietro, ogni 30 secondi il capo esclamava “ah, ecco… meno 4 gradi”… “ah, ecco, meno 4,5 gradi”… “ah, ecco,… meno 5 gradi”. Passano 2 minuti ed il figlio gli fa “quanti gradi ci sono?” e il padre “ma fatti i cazzi tuoi!” (-cioè…-)

Nel tornare indietro, stesso discorso con le frenate. Ogni 10 secondi il capo provava a vedere se la macchina frenava, e se sotto c´era ghiaccio (il ché provocava una certa ansia, oltre che una certa incazzatura al vostro fedele narratore). Ad un certo punto stefano gli fa “prova a frenare” ed il capo “ma sei stupido? Se freno rischio di andare fuori strada, dai, su, svegliati!”

Nel tornare indietro stefano esclama “speriamo che quando torniamo in italia le montagne siano piene di neve”, ed io gli faccio “speriamo che quando torniamo in italia ci siano due metri di neve solo a conegliano, così vi vedo fare le vostre solite figure di merda da incapaci alla guida!” (il capo mi ha guardato un tantino male in questa occasione. Perché?)

Durante il ritorno… vi ho detto che c´era neve? Ad un certo punto il capo non teneva più bene la macchina e nel frattempo suo figlio parlava (prima volta in tutto il viaggio direi!). ad un certo punto il capo si è girato e gli ha urlato “xxx xxx vuoi stare zitto?” e suo figlio “xxx xxx stai calmo xxx xxx stai calmo, ok? xxx xxx stai calmo!” Ora, io non so voi, ma io, con uno che mi bestemmia nell´orecchio, tutto sono meno che tranquillo. Anzi: mi vien voglia di diventare un killer seriale… partendo dalla family del mio capo.

Nel tornare in fuori… ad un certo punto eravamo fermi nell´autostrada ungherese (l´unico pezzo che abbiamo fatto! Fenomeni: 20 km di autostrada, 50 minuti!). quando eravamo fermi il capo ha iniziato a dire “ecco! Questi imbecilli non puliscono neanche le strade! Ma dove vivono? Qui siamo nel terzo mondo! Adesso sicuramente qualcuno ha fatto un incidente, oppure un camion non riesce a fare la salita… ecco laggiù mi sembra di vedere addirittura un lampeggiante!” ovviamente il tutto era condito da una serie di xxx xxx e xxx xxx. Fatto sta che due chilometri dopo abbiamo trovato quell´”incidente, camion che non andava su, imbecilli, lampeggianti”… il tutto era formato da… un semaforo. Idiota!

Durante il ritorno… ogni tanto stefano accendeva la radio. Eravamo in ungheria ad un certo punto e lui l´ha accesa. Primo canale… gente che parla… secondo canale… gente che parla… terzo quarto quinto sesto… in tutti i canali non c´era una minima armonia, ma solo gente che voleva esprimere la propria opinione. E cos´ha avuto il coraggio di dire stefano? “bah, oggi la radio non mi dice niente”. Attimo di riflessione, per favore. Cioè… ma quanto coglione è `sto ragazzo?

Nel tornare indietro… in galleria il capo ha proferito un paio di espressioni degne di nota.
La prima è stata “in galleria dovrebbero cambiare l´ambiente, porca puttana!” Ora, ognuno di voi può pensare quello che vuole, ma io, se sento uno che mi dice così, mi immagino uno che si è fatto di anfetamine varie e si aspetta di vedere i disegni di walt disney nei tunnel, biancaneve che commercia in fumo e paperino che s´incula clarabella. E io, da uno del genere, prendo pure degli ordini!
La seconda espressione invece è stata “dovrebbero cambiare corrente d´aria”, alché mi viene da pensare ad uno tzunami che viene dentro da una parte e fuori dall´altra. Ma la cosa che mi fa un po´ incazzare, e che alla fine la parte più comica della faccenda è che, a cambiare “corrente d´aria” (come dicono loro in famiglia) ci ha pensato suo figlio. E non nella maniera più bella per il mio naso! Insomma… mi sono spiegato, vero? E colmo dei colmi? Beh, alla radio davano una canzone cantata da Freddy Mercury che recitava “this could be heaven for everyone” ma vaff…

Durante il ritorno il mio capo ha iniziato a parlare di calcio. Ok. abbandoniamo subito l´argomento. Ci terrei solo a precisare che io sono semplicemente tifoso della mia squadra. Non me ne frega niente se ho davanti un milanista, interista o juventino, ma non parlate male della mia squadra perché sennò m´incazzo. E un´altra cosa che mi fa andare in bestia è sentire parlare di calcio, uno che di calcio non ci capisce una mazza! Sei juventino e non capisci niente di calcio? Vabbene, dimmi “io tengo alla juve. Che a te piaccia oppure no”. Pace.
Ma non puoi essere juventino, non capir niente di calcio, pretendere che io dica che la tua squadra è forte e continuare a rompere le palle. Perché purtroppo io dopo inizio a prenderti per il culo!!! Insomma… quel che è successo durante il viaggio…
Poi ad un certo punto il capo ha iniziato a dire “perché le partite è bello vederle in compagnia. A me piace guardarle con un mio grande amico. Però mi fa incazzare il fatto che quel coglione non abbia sky, perché viene sempre da me a rompere le palle. E io ho voglia di guardarmi le partite da solo e in pace”. (-Sbaglio o c´è qualcosa che non va in questo concetto?-)

Durante il ritorno… ad un certo punto mi sono tirato su ed ho visto l´uscita ” -> Tolmezzo/Cervia” e mi son detto “Oh figa! Mi sa che dovevamo uscire un po´ prima! Tipo… prima del Po!!!” (mi auguro che sia chiaro che… non c´era scritto “cervia”, ma “carnia”)
Poco dopo ci siamo fermati ad un autogrill ed il capo ha lasciato la guida a stefano. Il tempo di fare due metri (non sto esagerando!) ed un camion ci viene incontro in retromarcia. E allora stefano inizia a sfanalargli…
S “ma che cazzo fa sto deficiente?”
M “si chiama… retromarcia, stefano!”
C “Stefano, non vedi che sta venendo indietro?! Spostati da qui!!!”
S “e dove vado?”
(mani nei capelli! Io che ce li ho… ihihi!)
C “va´ indietro cazzo!”
S “sì ma non è mica giusto così!!!”
M “vaglielo a dire a quello che quida quel coso da 40 tonnellate. Io intanto scendo… ihihi”

Dopo un po´ c´era ancora la scritta “foratura pneumatico” e stefano se ne esce con la frase “che cazzo di macchina… non mi dice nemmeno quale pneumatico abbiamo forato!”
M “quello di scorta, stefano!”
(-ma sarà così difficile contare fino a 4?-)

Nel tornare indietro stavamo correndo troppo ed un semaforo “intelligente” è diventato rosso. La frase di stefano è stata “Mi sono sempre chiesto dov´è il laser nei semafori” (-io mi sono chiesto dov´è che hai lasciato il cervello!!!-)
Comunque stavamo correndo un po´ troppo per i gusti del capo.
C “stefano, va´ piano”
S “sto andando piano”
C “ti ho detto di andar piano!”
S “ma che problemi hai?”
C “stefano, cazzo, stai guidando da schifo, rischiamo di fare un incidente!”
S “eh, solo perché la macchina sbanda?”
(-Che tristezza!)

Sempre lì vicino troviamo uno spiazzo e stefano fa “beh, qua di sera si trovano sempre macchine. Non so proprio che diavolo ci vengano a fare in un posto del genere. Anche perché se avessero bisogno di aiuto qui non li troverebbe nessuno”. (-inutile dire che mi sono messo le mani fra i capelli e sono scoppiato a ridere-).

Poco dopo… ci siamo trovati davanti un camion polacco.
S “Ma com´è possibile? Dovrebbero vietare ai camion polacchi di girare per le strade a queste ore! E poi… cosa ci farà mai un camion polacco qui adesso?” (-era un pezzo che non sentivo domande così stupide!-)

Il martedì sera la moglie del capo ci ha chiamato più volte perché c´era gente che suonava al campanello di casa sua ma poi non c´era mai nessuno. Sono stati chiamati i carabinieri. Vorrei farvi notare che io avevo un alibi di ferro! Ci sono due idioti che possono confermarlo!

Comprendetemi, compatitemi, aiutatemi… ma fate qualcosa!!!

Ciao a tutti

Màtte

— seconda storia

Ciao raga.
Dunque… ad alcuni già avevo preannunciato un piccolo summary della due giorni in ungheria col capo. Ed eccovela…
Purtroppo mi sono perso circa la metà delle cazzate dette da lui e da suo figlio, dato che durante il viaggio d´andata ho sempre dormito: è stato il risultato di una notte brava, passata ad ubriacarsi come un clochard del bronx con due vecchie spugne, anziché passarsi una seratina tranquilla a sparar cazzate con un´amica. Pessima scelta, ma gliel´avevo promesso che per natale avremmo fatto una rimpatriat Rimarrà comunque una notte memorabile… soprattutto per quella poveretta di mia madre, che mi ha chiamato alle 5,07 chiedendomi gentilmente “ma dove sei, disgraziato?! Che fra tre ore devi andare in ungheria!” ed io, con la macchina accesa e fra le braccia di morfeo, in un freddo parcheggio feltrino a dormire e… beh, espellere buona parte di ciò che avevo bevuto, non son riuscito a dire altro che “no, no, tranquilla… ecco, guarda… sono arrivato adesso a feltre… sto per venire a casa”. Non ho mai capito perché certe notti mi sembra di vedere i tornanti in culliada… cacchio… 5 chilometri di strada “dréti còme `n balìn!”. Misteri.
Il mattino mi alzo… (mi alzo… barcollo giù dal letto)… mi guardo allo specchio… ho due occhietti piiiccoli, una capigliatura alla “mirko dei bee-hive”, la mia classica espressione da “ma in che secolo siamo?”, un misto di odori e vapori alcolici che trasudano dal mio corpo e soprattutto un pensiero fisso: “ma mi cazzo me lo ha fatto fare?!” “ciào ma´” “…(nessuna risposta. Ho scoperto solo oggi dal fratellone che… beh, la mami era un pelettino incazzata)” Colazione… la mammuccia mi aveva preparato una bella scodellona di cioccolato, ma data l´ultima esperienza nel bere cioccolato dopo una balla colossale… insomma, ho glissato, ecco! Ne ho bevuto un cucchiaio e basta. Nel frattempo mi son sentito un paio di dolci parole dal mio genitore materno… evvabbeh… la giusta punizione per averla fatta preoccupare. Partenza per conegliano. Guardo dentro la macchina… “cacchio!” mi dico “è più pulita fuori che dentro!” e credetemi che per me è una novità. Ricordate che vi ho detto qualcosa riguardo l´espulsione di “roba” dal mio corpo? Beh, un po´ di sta roba non voleva proprio lasciarmi da solo e… ed ha deciso di attaccarsi alla mia auto. Ok. dai. Partenza per conegliano. Mi fermo a casa prima di andare dal capo. Ovviamente non è che fossi il massimo della lucidità per farmi 72 chilometri di curve, ma si vede che ormai la macchina conosce la strada… e non vedeva l´ora di disfarsi di me. Vabbeh. Si arriva a casa del capo. Ah… piccolo particolare… la sera prima, il figlio dello stronzo mi chiama dicendo “guarda che bisogna anticipare la partenza” ed io “ma porca puttana, tuo padre si rende conto che devo svegliarmi alle 7? (esagerato!)” “oh, che vuoi che ti dica…” “Cazzo ne so… digli di cambiare idea! No, dai, scherzo. Digli che va bene dai. Buona serata!” Arrivo davanti a casa loro, mi faccio aprire il cancello e metto l´auto al coperto. Nel frattempo il capo sta già urlando con stefano per… ma che ne so perché?! Vado ora ad illustrarvi brevemente le chicche del viaggio. Mi spiace solo d´essermi perso buona parte delle cazzate, dato che ho dormito per circa 7 ore. Ad ogni modo…

1 - Il capo ed i ruoli della famiglia.
10 metri di strada e il (povero?) stefano già si sente urlare “hey, le hai messe le catene in macchina?” “no” “ma porca troia, è da ieri sera che te lo dico! E se troviamo neve?” alché si torna indietro. Ripartenza (nel frattempo io già mi son torto scarpe e cappotto ed ho preso pieno possesso del salotto posteriore di quella macchina. Ah, fra l´altro siamo andati con quella di stefano, ma guidava adriano (il capo)). Si fanno altri 20 metri e… “Stefano! E i guanti? Con che cazzo le metti su le catene?! Porca puttana svegliati! Bisogna dirti tutto!!!” (prego notare il particolare del “con cosa TU metti le catene?”).
Altro particolare del ruolo dominante di adriano nella sua famiglia. Durante il ritorno, ad un certo punto stefano non ce la faceva più a star fermo e buono sul sedile del viaggiatore davanti ed ha chiesto al padre di guidare. Questo è successo che si era a Varpalota (80 km da Budapest) “tu guidi quando te lo dico io!” “ma papà…” “stefano!”. Ci siamo fermati a pranzare, a prendere il vischio, in autogrill… in pratica stefano è riuscito ad ottenere di guidare la sua auto da… Tarvisio a conegliano! Quando proprio non ce la faceva più ed ha iniziato ad andar fuori di matto con frasi tipo “ma che cazzooo! Ora non posso neanche guidare la mia macchina!!! Me l´avevi promesso! E continui a dirmi dopo, dopo, dopo! Ma dopo quando?! Io voglio guidare!” (Cioè, raga… a parte il fatto che mi ha svegliato, e giù questo mi ha fatto incazzare, ma poi… minchia… il ragazzo ha 27 anni!!!) Ma la parte più bella è stata quando abbiamo finito di pranzare. Stefano se n´è andato alla toilette, adriano si è messo alla guida dell´auto ed ha portato l´auto appena fuori dell´autogrill in austria. Quando stefano è uscito, ha iniziato a dire “ma non mi avevi detto che mi facevi guidare?” ed adriano ha iniziato a ridere… e allora anch´io ho iniziato a ridere! Ma non era una risata normale. Era una di quelle tipo… tipo It, o tipo Skeleton… quelle risate con gli occhi rossi, pieni di odio, tipo dagli inferi. E quando mi è passata la ridarola, ho continuato a ridere così, addirittura sforzandomi, e la cosa assurda è che anche il capo rideva! Ridevamo tutti… tutti a parte stefano! Caspita… sembrava una scena dell´orrore, tipo quelle in cui ci sono due mostri che stanno per stuprare l´Heidi di turno, solo che in questo caso Heidi era senza capelli e col pizzetto! E intanto stefano brontolava qualcosa. Poraccio…

2 - Il capo e l´ironia.
Il mio capo è molto ironico. È ironico come un tulipano: infatti mi vien voglia di metterlo sotto terra, cacchio! (sono un fenomeno con le metafore, eh?) Volete sapere una sua barzelletta?
Adriano: “Cosa ci fanno 5 ragazze su un letto?”
Matteo: “Mi guardano soddisfatte, ovviamente!”
Stefano: “No, io non lo so, papà”
Adriano: “Più-mone”
(mi vien da pensare che il mio capo sia un quintale e mezzo di mona! Potrebbe quasi eccitarmi!!!)

3 - Il capo e l´educazione civica sulle strade.
Se voleve imparerare qualche insulto che ancora non conoscete, chiedete al mio capo. Ogni automobilista è a turno un “coglione, stronzo, cazzone, stupido, delinquente” e… rullo di tamburi… “un malandrino”. Ma come si fa a definire “malandrino” un automobilista? Ad ogni modo… il mio capo ha una guida splendida…in mezzo al deserto, forse! Cioè… ha una capacità di adoperare freno acceleratore cambio fanali clacson volante frecce fendinebbia accendisigari chiusura centralizzata e qualsiasi altra cosa che ci sia in macchina… e lo fa contemporaneamente! Ha un´incredibile capacità di farmi incazzare quando guida. Non esiste che riesca a fare 10 metri senza frenare due volte, il tutto a 170 all´ora. Pensate che ha un´auto da 80 mila euro che deve far riparare ogni due settimane! Alla faccia “sti tedeschi non le sanno proprio fare le auto!” eggià… la prossima bisogna fargliela fare in criptonite!
E poi ha una capacità di scegliere le strade che è da paura: hai la possibilità di farti 700 chilometri in autostrada per andare a budapest? Non importa: facciamone soltanto 200! Il resto ce lo facciamo a 50 all´ora bestemmiando dietro agli altri automobilisti, facendo 2000 tornanti per ottenere di fare 20 chilometri in meno. Peccato che questo non capiti mai, dato che sbaglia sempre strada quando esce dall´autostrada. In austria ed ungheria poi si paga il pedaggio per 4 giorni (credo), quindi, se non hai una mazza da fare, puoi anche continuare a girare in autostrada. Macché… “bisogna risparmiare!” un deficiente nato! Ma lui è sempre convinto di far bene… al limite è stefano che gli fa sbagliare strada. Anche quando dorme! “Stefano!!! Ma non ti accorgi che ho sbagliato strada?!” “Ma io stavo dormendo!” “Ma che cazzo dormi?! Guarda la strada!” oppure altre chicche del tipo “Io non sbaglio mai! Queste strade le conosco a memoria! Sono 20 anni che passo di qui!!!” tempo 10 minuti e tira fuori un “Ma c´è sempre stato questo torrente?” (alla faccia! Largo circa 70 metri… proprio un torrentello!)
Come detto, il capo apprezza molto la presenza di altri automobilisti sulla sua strada “Ma chissà che cazzo ci fanno tutti questi in giro la domenica!”. La tentazione di rispondere “Se ne vanno tutti in ungheria a chiudere un contratto per l´acquisto di concime!” è stata frenata solo da un conato di vomito.
Ad ogni modo gli automobilisti sono divisi in due categorie: se ci si trova in italia, ci sono gli “stronzi e deficienti”, in austra ci sono gli “amici fritz del cazzo”, mentre in ungheria ci sono gli “automobilisti rossi incapaci! Pensa te se questi guideranno mai in formula1!!!” e beh, ovvio, no?

4 - Il rapporto fra le “porte” e la famiglia del mio capo.
La definirei “conflittuale”. Il tutto si raggruppa in tre momenti. All´andata, in un autogrill, ci fermiamo. Ci sono due porte. Su una c´è scritto “tirare”, sull´altra non c´è scritto nulla. Io e stefano avanziamo, lui mezzo metro a dietro a me. Io, bellunese del piffero, ancora ubriaco eppure non ancor così preso male, mi dirigo verso la parte con scritto tirare. Lui mi supera e si attacca all´altra parte… si mette a tirare, spingere, porconare, finché, dopo 3-4 secondi che continua a non capacitarsi, con me dietro che chiudo gli occhi ed abbozzo un sorriso che la dice lunga, arriva il capo da dietro ed inizia “stefanooo! Che cazzo fai?!!! C´è scritto tirare!!!” stefano lo guarda e gli fa “ma dove? Non c´è scritto niente” alché io prendo coraggio ed entro dalla parte giusta emettendo un suono tipo “gosh” per dimostrare la sufficienza che davo alla situazione.
In fabbrica si invertono i ruoli. Il capo che inizia a tirare e spingere una porta (che porco cane, aveva 40-50 anni, era fragilissima) ed un altro cliente che entra dall´altra parte. Peccato che stefano si sia fatto scappare un “Ahaha… vedi che succede anche a te?!” (io ho pensato “Stefano, io non l´avrei detto”) ed ovviamente Adriano ha sbottato “Ma che cazzo vuoi?! Andiamocene, avanti!”
Terza situazione all´autogrill a Tarvisio o giù di lì. Stiamo per uscire, arriviamo davanti alla porta, Adriano davanti si ferma… “Ma non si apre da sola?” e io “Sì. Quella maniglia l´hanno messa lì solo per sport”. Stefano impassibile e… Adriano sorride! D´altra parte la figura l´aveva fatta.

5 - Il capo e l´onestà delle cose.
Ok. bisogna dirlo. Io sono felice di lavorare per quest´azienda: siamo solidi, imparo molto, il lavoro mia piace. Ciò che non mi piace è la gente per cui lavoro. Definirli “disonesti” è semplicemente poco. Un paio di cosette… Abbiamo comprato il bollino in austria. Ok. sono d´accordo. Tutti cerchiamo di attaccarlo in maniera che lo si possa staccare, giusto per non sporcare il vetro. Però trovo un po´ assurdo che Adriano dica a stefano “cerca di mettere della polvere su quel bollino”. Cioè… della polvere? Vabbeh. Ma la cosa ancora più assurda è stato stefano quando ha attaccato il bollino… nel senso che… beh, ha attaccato il pezzo di adesivo che va attorno al bollino. E il bollino gli è rimasto attaccato al pezzo di carta (insomma, non so come spiegarmi). Io lo guardo e gli faccio “Ma hanno cambiato i bollini?” e lui “è vero!” e Adriano “Ma cosa cazzo dici “è vero”!!! Non vedi che ce l´hai ancora in mano?!” Ovviamente non sto qui a raccontare tutte le balle che dice ai clienti o ai fornitori.

6 - Una persona veramente dotta!
Un paio di eventi… All´autogrill ci siamo fermati a comprare “il corriere della sera”. Giornale da veri uomini… uomini che hanno voglia di essere sempre e comunque informati. Infatti i due fenomeni si sono letti tutte le notizie… di sport!!! Il resto del giornale l´hanno messo sotto al vischio. Vabbeh. Sono scelte… si vede che “il corriere della sera” dà notizie più specifiche rispetto alla “gazzetta”, “tuttosport”, “il corriere dello sport” o cos´altro vi venga in mente.
Ma la parte più bella è quella in cui il mio capo fa il filosofo: una sua massima sarà ricordata a vita. “La vita bisogna savérla ciapàr giusta”. Eggià… da accostare a Voltaire, Biscardi e Rumenigge!!!
Oppure il mattino seguente, quando abbiamo atteso in fabbrica un commerciale per mezz´ora prima di sapere che non sarebbe arrivato. Il commento: “Ha avuto un imprevisto? Beh, e che me ne frega? Gli imprevisti sono fatti per essere rimandati?!” (caspita che magnanimo! E che conoscenza dei termini… imprevisto cazzo!!!) Fra l´altro la sua prima frase al mattino era stata “Speriamo che Otto non ritardi”. Infatti non si è proprio presentato!

7 - Il capo cameriere.
Ci siamo fermati in un autogrill a pranzare andando in dentro. Io stavo piuttosto male. Ho detto al capo “Io mi vado a sedere”. Nel frattempo Stefano se n´è andato a leggere i titoli della gazzetta. Praticamente tutto quello che avevamo ordinato è arrivato al capo tutto assieme “Una piadina… un panino… una coca… un´acqua… bla bla bla”. Ad un certo punto ho sentito una voce conosciuta urlare una frase del tipo “Ma porca puttanaaa!!! Volete darmi una cazzo di mano? Non sono mica il vostro schiavo io, sapete?! Venitemi ad aiutareee!!!”. Non sono riuscito a risparmiarmi un “porco” e un´occhiata a quelli che mi stavano accanto, oltre alla solita frase “è quel coglione del mio capo… non temete!” per andare a prendermi la roba. Ah… ovviamente l´autogrill era pieno di gente che guardava sto deficiente coi baffi diventare rosse… col parrucchino che prendeva una strana piega e faceva vedere il deserto dei tartari sul capoccione del capo. Ihihi.

8 - La cena.
Dunque… noi siamo andati in ungheria principalmente perché… è tradizione. Andar in su, portare la bustarella, pagar loro la cena… farsi prendere per il culo insomma. Eravamo io, il capo, il figlio, un loro commerciale, la sua segretaria ed un ex dipendente loro. Dunque… al mio capo non sta simpatica la segretaria, a me non sta simpatico il capo e suo figlio, al loro commerciale non sta simpatico l´ex dipendente ed il figlio, alla segretaria non sta simpatico l´ex dipendente, all´ex dipendente non sta simpatico il loro commerciale. Io, ovviamente, sto simpatico a tutto il mondo! L´imperativo a queste cene è “non parlar di lavoro”. Certo… e di che minchia parliamo allora? Dunque… il capo è riuscito a scimmiottare un po´ di francese con la segretaria (oh, non illudetevi: la tipa ha 60 anni!). scimmiottare nel senso… frasi tipo “La collèg de mateò… te la ricord? Cristina! Él è in cint. Èl avrà el fiòl in mai”, alché la tipa mi ha guardato ed io le ho fatto “She´s pregnant. That´s it”. Ho parlato delle olimpiadi e di un po´ di cazzate col loro commerciale. Sempre più simpatico! Proprio una brava persona. Ovviamente stefano non lo cagava nessuno. E ovviamente la pace è durata un quarto d´ora… dopodiché tutti a parlar di prezzi, sbuffare, scuotere la testa… che roba oh! Io ad un certo punto non ci capivo più una mazza. Gli ungheresi che parlavano ungherese fra loro, il figlio del capo in italiano, il capo in dialetto, io a far l´interprete in inglese, la segretaria in francese, ed il giorno stesso avevamo fatto un incontro col quale avevo abbozzato il mio tedesco… che è andato… così così dai, non mi lamento troppo. Sono ancora all´inizio (alla faccia! Dopo un anno?) Una nota sull´abbigliamento. Gli ungheresi erano tutti in giacca e cravatta. La segretaria aveva un vestito tipo da sera… niente di che. Io una giacca con sotto un lupetto nero e jeans (troppo casual forse). Ma il bello arriva ora. Stefano aveva una giacca nera con sotto una camicia a strisce bianche e rosse verticali. Sembrava Obelix con quella panza! Un paio di scarpe lucide come… beh, lucide! E il mio capo una giacca blu con sotto una bruttissima camicia blu a pallini bianchi: una camicia con la varicella.

9 - Una vista da paura.
Dunque… fra i tre, quello orbo dovrei essere io, dato che sono l´unico a portare gli occhiali. Peccato che ad un certo punto stefano, durante il viaggio di ritorno, abbia esclamato “Hey, papà, guarda lì… producono legna!” (noi importiamo anche legna). Ed il padre “Sì, ma quei tronchi sono troppo grossi: non ci interessano”. Peccato che avvicinandosi alla fabbrica ci siamo accorti del perché quei tronchi erano così grossi. Cacchio: erano balle di fieno!!!

10 - il vischio.
Ok. qui possiamo tranquillamente dirlo. Mi sono prostituito, mi sono assolutamente prostituito. Sono andato contro uno dei miei principali ideali. Eppure stamattina ho un sorriso che va “da kuà a lavìa”. Il premio mi è stato comunicato!!! Non è ancora andato in conto, ma me lo ha detto stamattina. Molto bene!
Ad ogni modo, per avere questo pensate a cosa devo fare: una volta l´anno, quando si va in ungheria, sono costretto ad andare a funghi col capo. Sono costretto a sorbirmi pranzi e cene in locali fichissimi con lui ed i suoi fornitori del cacchio. Sono costretto a farmi scampagnate ed andare sugli alberi a tirar giù il vischio per sua moglie: è davvero una vita stressante!
Pensate. Nel tornare indietro ci siamo fermati a… boh… era in autostrada. Ci siam fermati, abbiamo parcheggiato a fianco della strada e ci siamo incamminati. O meglio: io mi sono agilmente arrampicato su per una scarpata, mentre il capo, molto meno agilmente, è riuscito nella scalata di circa 3 metri nel tempo record di 1 minuto e 48 secondi! Vabbeh. Arriviamo sul prato, ci guardiamo e… e stefano? Ci voltiamo indietro, guardiamo giù, e vediamo questo al telefono. Alché adriano inizia ad urlare e stefano, per tutta risposta, si chiude in macchina (ma si può mo´?!) Vabbeh, ce ne andiamo verso l´albero, camminando sull´erba del prato schiacciata dalla neve dei giorni prima. Adriano richiama di nuovo stefano e sto deficiente gli ha “Nooo… non voglio sporcarmi!” “Che figlio stronzo che ho! Vieni subito quiii!!!” “Nooo papà” (cioè, non sapevo come trattenere le lacrime!) Ad ogni modo il… tronco (?) dell´albero era un po´ alto, e io non riuscivo a salire, così il capo mi fa “ti mando su io” (sì, al Creatore, cazzo!) Ora, io mi aspettavo che mettesse le mani giunte a mo´ di scaletta. E invece no! Mi ha preso la gamba!!! Assatanato bastardo! Ed ha iniziato a tirare di qua e di là! Per un istante mi son detto “questo ora mi stupra!” allora gli ho dovuto dire “Oh, per piacere! Un attimo. Stia fermo, che sennò qua si fa prima se mi arrampico su di lei e poi vado su!”. Comunque con qualche bestemmia sono arrivato fino ai primi rami, mi son tirato su ed ho guardato il mondo laggiù in fondo in fondo. Il capo mi ha passato la sega, si è allontanato ed ha iniziato a farmi segnali “Prendi quel ramo, taglia quello, quello è bello”. E io su e su e su. Maledetto… proprio quelli più in alto voleva. In alto, e in fondo ai rami. Vabbeh. (che ci crediate oppure no, io non sapevo nemmeno come fosse fatto il vischio). Comunque raggiungo i rami ed inizio a tagliare. Stooop! Queste sono le intenzioni. Ma dato che i trevigiani (non me ne vogliano quelli che leggono) non sembrano molto inclini all´arte della “sega”, mi son ritrovato con in mano un pezzo di ferro arrugginito, storto e che, ovviamente, non tagliava neanche le bestemmie. “Matteo… non importa… il premio è vicino” mi son detto. Che avventure oh… un rametto di un diametro di 5-6 centimetri… ci ho messo 5 minuti a tagliarlo!!! Ed una seconda rama… ed una terza (rama è un po´ dialettale, eh?). Ad ogni modo nel frattempo era arrivato (bestemmiando) anche stefano. Un bel rametto si era fermato fra gli altri rami, così adriano ha detto al figlio “vai su anche tu, così tiri giù quel ramo”. Ragazzi… immaginatevi la scena di un bisonte di un quintale e mezzo che prende cinque metri di rincorsa e si schianta sul tronco di un albero di una quarantina di quintali! Buuum! Io non ho potuto che guardar giù e dirgli “lascia stare, lo prendo io” “meglio va´!” (chi l´avrà mai detto?). finita la caccia al vischio siamo tornati verso la macchina. Io mi son preso due rame, sono arrivato fino alla scarpata e, da buon montanaro, con molta attenzione mi son calato giù. Il bisonte figlio… non ce l´ha fatta a far tutto con la mia grazia. È arrivato in cima alla scarpata, ha lanciato il vischio (se lo vedeva il grande bisonte… lo uccideva!), e… beh… diciamo che è scivolato giù per la scarpata… con le ginocchia!!! Arrivato giù ha tirato un paio di porchi, mi ha guardato ed ha assunto un´espressione congeniale a ciò che rappresenta: un coglione!!! Un sorriso così stupido, ma così stupido, che non ho potuto far a meno di dirgli “Ma che cazzo ti ridi?” è che poi sono scoppiato a ridere anch´io. Ok. montiamo in auto e subito l´adriano chiama la figlia a dirle che ha preso il vischio per lei e la mamma. Un sunto della telefonata “Ciao amore” “…” “Abbiamo appena preso il vischio” “…” “Stefano? Ma pensa un po´ tu se ce la fa! È andato su matteo… sembrava un gattino” “…” ed in questo momento ho iniziato a pensare qualcosa del tipo “Bello bello! Magari adesso mi trombo la figlia del capo!”, ma dopodiché un altro pensiero ha distrutto i miei sogni: il capo che diventava mio suocero. Nooo!!!

11 - Dettagli automobilistici.
Come ho fatto a dormire in quella macchina? Mi sentivo andar su e giù, e davo la colpa all´alcool. In realtà, smaltita la sbornia, tutto continuava a vibrare “Ma perché vibra tutto?” e stefano “La macchina è sbilanciata” e io “Devi avere una ruota ovalizzata” e suo padre “Stefanooo! Ma come la tratti sta cazzo di macchina? E cos´è questa spia rossa?” “Ah, non lo so. È un mese che è accesa”. Per la serie “io le rogne me le cerco!”.
Nel venire in fuori, io credo che uno di loro due avesse mangiato cadaveri! Non so… c´era una puzza da latte avariato in macchina… Il problema è col capo non si può mai abbassare il finestrino, così per settecento chilometri sono stato attaccato alla mia ascella per sentire qualche odore più eccitante… poi mi son messo le mani nei piedi e mi son annusato i calzini, poi mi son messo le mani… beh, insomma, qualsiasi altro odore andava più che bene!
Altro capitolo relativo alla puzza v´è stato a conegliano, al ritorno. Stefano “Ma senti che puzza! Avranno sicuramente concimato!” e io “Certo. Solo voi di conegliano potete concimare la piazza centrale!” “Stefano, ma che cazzo dici?!” (questo indovinate voi chi l´ha detto…).
Stefano si è comprato un cd di musiche natalizie. È bruttissimo! È suonato completamente al computer, ripetitivo, con suoni bruttissimi. Suo padre, per farlo spegnere, è riuscito a dire “Questa musica mi fa sbagliar strada! Spegni subito!”

Onestamente mi ero preso qualche altro appunto, ma purtroppo non riesco a decifrarli. Ad ogni modo, ditemi voi… se non avessi la concreta speranza di ricevere il premio sul conto corrente, come potrei passare un sereno natale pensando alla gente con cui lavoro?

Statem´accort´guaglioncelli!!!

saluti

Novembre 2, 2007 by bonnieandclyde

ok. È ora di scrivere per l’ultima volta su questo blog. Non mi ci trovo più con queste tastiere con gli accenti, ma dato che non ho una mazza da fare, ci farò attenzione.
Son tornato.
La sera prima della partenza ho salutato Katia. Io son riuscito a trattener le lacrime per dopo l’addio, lei non ce l’ha fatta. Lei è l’unico motivo per il quale mi è dispiaciuto lasciare l’Australia. Ma questi non sono affaracci vostri!
Ho preso il volo alle nove di mattino dall’aeroporto di Perth e, dopo aver fatto scalo a Phuket o come diavolo si scrive) siamo arrivati a Bangkok. Non ho parlato con nessuno in aereo. Il motivo principale è stato onestamente un mal di denti che non mi aspettavo. Ieri son stato dal dentista che mi ha semplicemente dato del “…” (non voglio scriverlo, ma lo capite da soli).
A bangkok era pieno di simpaticissimi italiani che parlavano di quanti soldi spendevano annualmente per andare a puttane. Altro che rodei e banane: qui è ora di mettere su un bordellificio!!! Che tristezza… dico… c’è modo e modo… anzi, dovrebbe esserci almeno il buon senso di dire “ci vado e non lo dico” e invece….
L’aereo per Milano è partito all’una di notte. Dopo un volo davvero piacevole speso a far finta di essere un australiano giusto per non parlare con nessuno dei 1353 italiani che c’erano a bordo, siamo arrivati a milano alle sette e venti di sabato mattina. Prima notizia: i controllori dei passaporti sono in sciopero. E chi se la ricordava questa parola?
Comunque… dopo essere stato sballonzolato a destra e a manca per cercare il surf e trovare un bancomat sono partito alla volta della stazione centrale.
Voi mi prenderete per il culo, ma vedere le montagne di Irene mi ha fatto un certo che: se le sue erano così vicine, le mie non potevano essere tanto più in là.
Dopo una fortunata coincidenza di orari sono arrivato a primolano alle due e mezza.
Ho chiesto ad un tipo (l’unico) che scendeva dal treno “scusa, vai a fastro?” “ehm… sì” “me lo dai un passaggio, vero?” il tipo ha guardato il mio surf ed ha detto “e quello? Mica ci sta” “tranquillo, dai, al limite lo tengo fuori dal finestrino. Andiamo?”. Dopo mezzo minuto che eravamo in auto il tipo mi fa “io ti ho caricato solo perché hai nomitato fastro, ed io abito a fastro, e tu probabilmente sei da fastro e se non carico quelli di fastro probabilmente gli altri di fastro mi picchieranno” “bravo! Comunque io non sono di fastro” “ah…”. Sono stato scaricato davanti a casa di anna, ho suonato il campanello ed è venuta ad aprire sua nonna. Vedendomi con il surf ha fatto una faccia molllto strana, ma fortunatamente è arrivato suo figlio che le mi ha detto “anna non c’è. È ancora al lavoro”. Più tardi ho scoperto che sua nonna voleva darmi il benvenuto con una scopa all’urlo di “non abbiamo bisogno di niente, grazie”.
E allora sono andato a trovare mia nonna. Sono entrato in casa, ma lei non c’era. Sono salito in camera e c’era mia zia che dormiva. “ciao zia! Son matteo! Sono tornato!!!” “ciao” “…” “…” “… ehm… cioè… ok… ehm… io vado in salotto. Ciao” “ciao”. Dopo due minuti mi ha urlato “tato, vien su!” e allora l’ho potuta salutare decentemente.
Dopo tre ore è arrivata mia nonna. È entrata in casa ed è scoppiata a ridere. È stata la reazione più bella, com’era stata la più bella quando l’avevo lasciata e lei era scoppiata a piangere.
Abbiamo telefonato a mio padre chiedendogli di portare delle pizze. Il mio vecchio si è presentato un paio d’ore più tardi. Io sono uscito dal bagno con un sorriso grande così e lui è rimasto a bocca aperta “come un mona” (parole sue, sottoscrivo).
Poi sono andato a salutare anna, che probabilmente ha ucciso nonna e padre per non aver riferito del mio arrivo.
E poi la mamma. Son entrato in macelleria dietro a mio padre e mi son sentito un “ah… me l’avete fatta anche questa volta!!!”. Essì cara mia!!!
Il giorno dopo son andato a trovare desy nascondendomi nell’auto di anna. Appena la bionda ha visto un barbone sotto l’auto ha fatto un salto indietro. Pauuura!!!
Walter l’ho sentito solo per telefono. Juri manco quello! Mi son sempre dimenticato di chiamarlo, ma giuro che più tardi lo faccio.
Qui va tutto bene, nella mia bella provincia.
Se c’è qualcosa in cui so di essere cambiato, è nella mia percezione dell’estetica. Non mi era mai capitato di commuovermi guardando i colori dell’autunno. I boschi attorno a casa mia sono disegnati di giallo, verde e rosso. Il sole (presente quasi tutti i giorni dal mio arrivo) offre una luce perfetta per osservare lo scintillio della neve sulle vette. Il cielo azzurro corona l’orgasmo di colori che fa da cornice alla mia presenza qui.
So che tanta gente è triste per aver lasciato l’australia. Io son triste per aver lasciato katia. Ma son felice di essere a casa. Ho un letto magnifico, mangio da dio, non faccio un cazzo. Questa è vita!
Nel giro di un paio di settimane inizierò a pentirmi di tutto questo, ma in realtà fino ad ora tutto sta andando alla perfezione. Ho mandato in giro un paio di curriculum, ho incontrato parte dei parenti, non sono ancora andato a piangere in banca. Mi sono fatto una scheda vodafone e son stati più veloci che in australia! Ci sono tanti cantieri aperti sulla strada per feltre, ma mentre i miei lo vedono come un “disagio per andare a far compere, lavori lenti, soldi sprecati” io vedo la voglia di mettere a posto la nostra bella provincia offrendo dei servizi adeguati. C’è buona volontà. Piano a piano arriveranno anche i soldi. Ovviamente non ho intenzione di guardare alcun telegiornale…
Mi sono stupito di sorridere alla visione del monte grappa: in australia mica ce l’hanno! Mi son stupito di vedere quanto bella sia belluno, costruita su una valle, che la si vede tutta da un ponte, con le montagne dietro. E quanto sia speciale feltre, con le strade così ingarbugliate ma con le torri che risaltano all’ora del tramonto. E i monti verso lamon, il tomatico, il forte sotto fastro.
E quanto sia bello iniziare la giornata guardando ad occidente e vedendo cima campo illuminata dal sole, e tutti i boschi così fissi d’alberi di colori tanto diversi. Ricordo ancora quand’ero a mareeba e, vicino alle wetlands, restai incantato a guardare una distesa di fiori azzurri. Resto incantato oggi a vedere in che ambiente vivo. “devils in paradise” doveva essere dedicata ai miei boschi, e non alla tasmania.
Il futuro ancora non mi interessa. Non ci penso. Balle.
Non ho ancora pensato ai buoni propositi. Fra questi c’è solo di trovarsi un lavoro alla svelta e ripartire. Perché qui si sta bene, ma se si vuol continuare a meravigliarsi bisogna continuare a girare, e i miei fondi non me lo permettono.
Ho già iniziato a parlare di canada e stati uniti in casa. Non so se succederà. Ma state sicuri che un giro a bologna me lo farò più che volentieri fra undici mesi…
Buon viaggio a tutti!!!

ultimo post da perth

Ottobre 25, 2007 by bonnieandclyde

dunque. ho caricato le ultimissime foto (beh, son solo un paio, quindi non serve andarle a vedere, comunque, nel caso, bisogna andare tre post piu’ in basso e cliccare sul link su Perth_(ritorno))

per il resto… non ho ancora comprato tutti i regali. mi mancano marco e mammina.

ieri ho chiuso il mio conto corrente ritirando i miei ultimi 122.70 dollari. cappuccino, birra… spero davvero di riuscire a comprar un paio di regali ancora…

ieri, in un raptus, ho comprato 5 koala supplementari. (ne ho gia’ 52 in in valigia).

la valigia la faccio oggi. probabilmente la valigia di stefania rimarra’ in australia. un po’ perche’ mi da’ fastidio arrivare in aeroporto con la valigia legata con lo spago e con le ruote dei carrelli del woolsworth, e un po’ perche’, portando anche il surf, non voglio superare i limiti di peso. a parte ciooo’…

in valigia ci metto tipo 32 cd di foto, una maglia a maniche lunghe e i regali. tutte le mutande, i pantaloni e le magliette se ne vanno a puttane.

neanche a dire cos’ho fatto in questi giorni, che tanto lo sapete: library, book shops, regali, katia…

ieri sera abbiamo pure registrato un paio di interviste da mandare ai suoi amici. mio dio… mi sento un po’ il nuovo dario vergassola, solo un po’ piu’ brutto…

giusto per fare un riassunto della sezione “media”, metto i link ai video che ho caricato, sulla tasmania, sul tripluca e su… beh, sono un tipo romantico, quindi vedrete.

Ode_Al_Tripluca http://www.youtube.com/watch?v=en5l5BWAZOU

Devils_In_Paradise http://www.youtube.com/watch?v=TO6HSvt2nzs

Katy_(hostel_version) http://www.youtube.com/watch?v=TDT6vB3p1HE

per rispondere a quelli che mi hanno chiesto se terro’ il blog, dico che… no.

primo perche’ a belluno si comunica ancora con segnali di fumo, e secondo perche’ la vita, li’, e’ cosi’ tranquilla che dovrei fare ogni settimana un copia-incolla. mi rilasso un attimo e ci penso, dai…

l’ultimo post lo scrivero’ dall’italia, ma voglio ringraziare qui gli amici conosciuti tramite il tripluca e non.

prima fra tutti: IRENE. grazie stella. sei un tesoro. sei semplicemente la numero uno. e poi sei pure una montanara (no, non nel senso rozzo!) percio’ hai una marcia in piu’.

e poi, in ordine di apparizione: sarah (bonnie, per intenderci) per la pazienza dimostrata (e non dimostrata…), massimo (il mengo) per i mille consigli, silvia (flutter) per le mille cagate, fester per avermi accolto a melbourne, roberto (grandissimo) per le stronzate e le birre a sydney, paolo (tecnico) per gli asian-party di surfers paradise, emanuele (giredue) perche’ e’ semplicemente una persona dal cuore d’oro, andrea (nord) per avermi fatto perdere degli anni di vita (e svariate migliaia di euro) con la sua guida in nuova zelanda (hey, aspetto ancora i 25 dollari di multa!), stefano (stefanoz) per le birre a darwin, luca (musicomane) perche’ una persona cosi’ brillante non la si trova piu’, alex (alieno) perche’, nonostante i pacchi, ha sempre fatto del suo meglio per farmi stare a mio agio a casa sua, stefano (stephanos) perche’ di cazzate se ne tirano, ma quella di cambiar religione per scopare le batte tutte, e infine katia, che ha riempito i miei giorni a perth facendomi ridere, emozionare e pure sognare.

grazie anche a quelli del forum che non ho conosciuto, ma che presto conoscero’: oztupac, oliveascolane (quando un raduno dalle vostre parti? magari un giorno ci riuscirete…), riccardo (thiene, thiene, va-ffan-culo!), lucio (ti aspetto al vinitaly), simbad (sorry per l’auto), gio’ (per le dritte su come gestire il blog) e per essere un modello di viaggio e, ovviamente, il tripboss.

grazie a walter e juri, perche´non e´facile trovare due buoni amici col pisello piu´ piccolo del mio.

grazie ad alisa e cristina (spero di incontrarvi un giorno… magari sputtanando luca, cosa fin troppo semplice!).

grazie a desy, anna ed elisa (tn). i vostri regali li ho comprati per primi, state tranquille. e se non vi piacciono, ci pensa la luigina a farvi un po’ da mangiare e farvi star zitte (ce la fara’ mai nessuno?)

grazie a claudia ed alana per avermi ospitato a casa loro a darwin ed adelaide.

grazie a daniele per avermi tolto dai veri casini con la banca. la prossima volta aspetto io con il motore acceso.

grazie a giusi, stefano e riccardo per le stronzate sparate e che continuiamo a sparare. il vostro viaggio continua.

grazie a luisa, perche’ di tette del genere non se ne vedono spesso.

grazie a massimo per le cagate a cairns.

grazie a teresa, barbara e quella tipa olandese: la prossima volta speriamo non sia solo “una botta e via”.

grazie alla mia famiglia!!! alla mamma che mi aspetta con la giacca a vento (no, ire, non la vendo!), al papa’ che mi aspetta con un rimorchio di legna da tagliare, a marco che mi fa spendere i soldi per la sua suocera, a stefania che, gentilmente, mi informa di tutte le multe che prendo e mi dice che “dovro’ scappare per tutta la vita come renegade, e non ho la moto adatta”, grazie a mia nonna che e’ l’unica che e’ scoppiata a piangere quando me ne sono andata (sei brava a mentire ;), grazie a mio zio bruno, che tiene i segreti.

grazie ad elisa (tv), perche´di luci ce ne sono tanti di notte, ma solo le stelle illuminano la mia vita.

grazie a tutti quelli che non ricordo, perche’ mi hanno fatto crescere ed imparare ben piu’ di quanto essi pensino.

il viaggio che ho fatto lo trovate cliccando qui (ehm… la nuova zelanda non e’ cosi’ vicina all’australia, ma era piu’ facile farcela stare nella pagina).

http://www.flickr.com/photos/14913802@N05/1737537580/

ora ultimi regali… ci sentiamo!

perth, vicini all’addio

Ottobre 21, 2007 by bonnieandclyde

ormai manca poco alla partenza.

venerdi’ mattina dovro’ essere alle nove all’aeroporto per prendere l’aereo dal quale salutero’ per l’ultima volta l’australia.

il mio piano e’ stato perfetto dall’inizio: “vai, visiti l’australia, ti fai tre mesi di farm che, nel caso, ci torni a vivere, e te ne torni felice e contento e senza rimpianti”. ce l’ho fatta, non c’e’ dubbio. e se non fosse che katia inizia a piacermi un po’ troppo, sarei pure felice di tornare a casa! :s

vabbeh. passera’ anche questa. d’altra parte ci sono le mie donne che mi attendono. e ovviamente mi riferisco a mia madre e mia nonna, che quando vedranno che son dimagrito di un buon 5-6 chili in un anno mi faranno la festa a base di polpette e pastasciutte (e conchiglioni, e bistecche, e “pocio” e gnocchi e…).

in sti giorni ho passato il piu’ del tempo a girare per le solite quattro strade di perth. un po’ di regali, qualche caffe’, qualche lettura. il relax di cui avevo bisogno. fra un po’ tutto questo sara’ rovinato da un relax eccessivo dovuto al fancazzismo che mi aspetta a casa.

non e’ che qualcuno di voi conosca qualcun altro a cui serve un buon lavoratore, con un bel curriculum e l’energia derivante da un anno di cazzeggio all’estero? con me i risultati son garantiti. porto un ottimo inglese, capacita’ comunicative ed un ottimo uso dei programmi per computer piu’ usati. ma sono disposto anche a lavarvi la macchina… :)

a parte gli scherzi, appena torno mi devo mettere alla ricerca di un f**king lavoro. e non e’ nemmeno il periodo ideale, dato che gia’ tutti son tornati e tante posizioni sono state coperte. io non mi perdo d’animo. insomma, le paranoie che mi ero lasciato in italia stanno per tornare.

e se a tutto cio’ aggiungete che sta arrivando l’inverno…

vabbeh dai.

ah, si’, ho visitato anche la spiaggia di scarborough, ma non mi e’ sembrata niente di che. meglio cottesloe!!!

a presto

teo

alieno, katia e quartieri di perth (post carino, dopo tanta immondizia che ho scritto ultimamente)

Ottobre 16, 2007 by bonnieandclyde

scrivo giusto per dirvi che sono ancora vivo…

di novita’ non ce ne sono. o meglio… beh.

vedendo che l’alieno non aggiorna il suo blog, vi do sue notizie.

mercoledi’ scorso, come dicevo, avevo ricevuto una sua richiesta di aiuto e io, da buon samaritano del cazzo che sono, avevo deciso di andare a vivere da lui per un paio di settimane giusto per non fargli pagare due affitti che l’avrebbero ridotto in miseria (come non fosse gia’ un miserabile!).

lo scambio di sms e’ stato qualcosa del tipo:

a. “hey, cowboy, perche’ vuoi continuare a pagare l’affitto all’ostello? vieni da me per un paio di settimane e paga me. credimi, non te lo chiederei se non fossi disperato”

m. “tze’, io che do dei soldi a te? in ostello pago 120, sono davanti alla librery, ad un passo dal centro, chi me lo fa fare”.

a. “brutto taglialegna di merda che non sei altro. ok, ok. son preso cosi’ male che ti faccio 120 anch’io, maledetto!”

m. “beh, per dirmi cosi’ ha davvero bisogno. “ci penso e ti richiamo”.

l’ho richiamato piu’ tardi e gli ho confermato di essere “il suo uomo”.

giovedi’ mi son incontrato con katia e ci siam fatti un bel giro nel quadrato delle pedonali di perth. abbiamo iniziato a chiaccherare ed e’ venuto fuori che l’appartamento era stato offerto anche a lei, al prezzo di 140. e giu’ maledizioni verso l’alieno. “beh, io accetto, sai com’e'… gli do una mano, a me non costa nulla”.

mi arriva un sms. lo leggo ad alta voce davanti a katia “hey, mate, so che mi odierai ma… ho trovato qualcun altro che entra stanotte. non venire piu’”. io ho assunto un’espressione del tipo “bambino al quale e’ stata tolta la cioccolata”, katia invece ha sogghignato malvagiamente. l’alieno da quel momento in poi sarebbe stato il mio nemico pubblico numero 1. gli ho mandato tanti di quei riti voo-doo…

… ed il tutto ha funzionato…

sabato mattina, verso le nove e mezza, suona il cellulare “alieno”. “brutto pezzo di merda che non sei altro! villantatore, doppiogiochista, saccopelista…” “no, ehm… sono stefano - e intanto l’alieno rideva in sottofondo - ascolta… vuoi venire in spiaggia con noi?” “io, te e quel coglione? accetto! e digli che gli faccio il culo!” “ok. passiamo a prenderti alla stazione di polizia fra 15 minuti” (intendeva “davanti alla”, spero!).

vado. aspetto mezz’ora. sto per andarmene. gia’ ho deciso che appena vedo quello stronzo gliene canto quattro e invece mi arriva la telefonata “hem… ciao cowboy, son alex, alieno” “brutto **** * *** * * ** **** * * ***** * * ****** *” “si’, no, hai ragione… ma sono dal meccanico. non riescono a capire cos’ha la macchina” “ti sta bene!!! cosi’ impari a prendermi per il culo! te l’ho mandata io la sfiga!” “si’, ascolta, ti chiamo quando l’auto e’ a posto e andiamo in spiaggia” “si’, prepara la vasellina, che ti faccio il culo come una verza!”.

sono andato a far la spesa. ho chiaccherato con le mie amate taiwanesi che non me la danno e son tornato in ostello. mezzogiorno meno un quarto “ora lo chiamo e gli chiedo se si mangia assieme” e invece mi suona il telefono “ciao, sono alex. passo fra 10 minuti”.

incredibile. per la prima volta in vita sua era puntuale. stefano era in auto che ci aspettava.

partiamo. “e allora? quanto hai speso?” “66 dollari. mi e’ andata bene. era solo un contatto”.

facciamo qualche chilometro e alex nota qualcosa che non va.

a. “perche’ la lancetta dell’acqua e’ in quella posizione?” (avete in mente il massimo? ancora piu’ in la’!)

m. “te l’han messa a posto col culo, perche’ te lo meriti”

stefano “guarda che e’ meglio che ti fermi”.

a. “no, ma non e’ possibile che sia cosi’. e’ sopra il massimo”.

m. “si’, dai, ti avra’ fatto partire qualche altro fusibile. non e’ possibile”.

s. “io mi fermerei”

m. “ma no, lascia che distrugga la macchina”.

dopo due minuti eravamo fermi sul ciglio della strada, col fumo che usciva dall’alternatore (?), la macchina che perdeva acqua, la temperatura dell’olio a mille (probabilmente) ed un odorino di barbecue che mi faceva venir fame… ovviamente io tenevo a stento il ghigno.

aperto il radiatore, abbiamo scoperto che non c’era acqua. “possibile? ho controllato un mese fa!”

a. “no worries mates. vado nel mio ufficio e prendo dell’acqua. e’ a meno di cinque minuti da qui”. era mezzogiorno.

dopo quaranta minuti l’alieno tornava, grondante di sudore, dimagrito di tre chili, bestemmiante “altro che cinque minuti… mi son fatto cinque chilometri sotto sto sole” (bello pedalare, eh?)

a. “e buttiamo dentro quest’acqua”.

s. “si’, ma lo devi centrare il buco!”

m. “bello! stai versando meta’ dell’acqua fuori dal radiatore. sei peggio dei tubi idraulici che abbiamo a belluno (la provincia di belluno spreca il 52% dell’acqua che consuma a causa dell’inefficienza del proprio sistema idraulico, ndteo) e quella che butti dentro sta uscendo da sotto. hai il fucking radiatore con una perdita!!!”. l’acqua grondava da qualsiasi parte.

riempito il radiatore al massimo, ci siamo messi in cammino dicendoci “vabbeh, forse il radiatore perdeva perche’ era troppo pieno”.

mangiati dalla fame, ce ne siamo andati a casa di alex. “vi cucino una pasta deliziosa”.

peccato che la pasta deliziosa fosse una “pasta aglio e olio” che non sapeva da un’emerita sega!!! io e stefano abbiam fatto scarpetta di quel… cibo… e poi abbiamo anche saccheggiato le riserve di pane e nutella di alex. cosi’ impara!

dopo aver fatto un po’ di spesa (acqua, crema solare, un eskey… un eskey?!) siamo arrivati in spiaggia… alle tre!!! praticamente ci abbiamo messo sei ore ad arrivare in spiaggia! e c’e’ chi dice che brisbane fa cagare solo perche’ non e’ sul mare. sara’ bella perth, sul mare, allora!

arrivati in spiaggia (city beach) abbiamo ascoltato un po’ delle esileranti storie (purtroppo vere) del buon stefano. si e’ invaghito di una ragazza di una religione un po’ particolare.

s. “usciamo solo il lunedi’ ed il giovedi’… per andare a quelle cazzo di riunioni della sua fottuta religione!”

m. “ti utilizza come autista insomma”.

s. “ma la macchina e’ sua. guida lei”.

a. “forse pensa che tu abbia bisogno di aiuto…”

m. “… mentre hai solo bisogno di scopare”.

lo hanno perfino fatto confessare! con quattro preti! ma lui ha rifiutato. l’unica pecora nera. l’unico senza peccato. l’unico che riesce a cambiare religione per scopare, e poi non scopa neppure!!!

abbiamo goduto un tiepido sole per un paio d’orette. poi il vento si e’ alzato. ce ne siamo tornati a subiaco e devo ammettere che e’ una zona splendida. abbiamo fatto un po’ di spesa, noleggiato un film e siamo tornati a casa.

a casa c’era la nuova coinquilina di alex, una nippo trentaduenne alla quale, in periodo di magra, tutti e tre avremmo dato una botta.

abbiamo iniziato a cucinare (no, alex ha cucinato, dai).

primo ottimo: pasta aglio e olio (uff…) con l’aggiunta di gamberetti. ma che buona ragazzi… diciamo che avevo una fame della madonna…

secondo ottimo: hamburger chicken e mango, e se dico che era buono io… (io odio il pollo ed il mango).

dessert ottimo: gelato alla vaniglia con fragole. una cena da pasha’!!!

alla fine ci siamo anche guardati scarface, che io non avevo mai visto. bel film cacchio!!!

tornati in citta’, sono stato portato all’ostello.

ora. io inizio ad essere stufo di trovare sempre la polizia nel mio ostello. dico… significa che controllano, ma significa anche che c’e’ casino! quella notte, per la terza volta in due settimane uno sconosciuto era entrato in ostello (zona northbridge) ed era andato nel bagno delle donne, nascondendosi in una doccia aspettando la preda. non e’ ancora successo niente di “grave”, ma il fatto e’ che non sono ancora riusciti ad identificare il tipo. comunque c’erano una trentina di poliziotti dentro l’edificio.

neanche il tempo di entrare in cucina a mangiare la nutella e mi squilla il telefono di nuovo “ciao, son stefano. hai dell’acqua?”. erano le 23.58. due minuti dopo la giornata piu’ lunga di alex sarebbe finita. fortuna che c’e’ sempre il supercowboy.

sabato mi son incontrato con katia. cappuccino in centro, quattro cazzate e ovviamente ci siamo messi ad urlare in un bar, da buoni italiani.

ad un certo punto la conversazione e’ arrivata tipo a:

katia: “no, non te la do la figa!”

matteo: “ma come? ti offro il cappuccino e non me la dai? e che devo fare per averla?”

katia: “ma ti sembra che la dia per un cappuccino e un biscotto? potresti portarmi fuori… ad un concerto!”

matteo: “mi dai la figa se ti offro un cappuccino, un biscotto e ti porto a vedere al bano?”

donna sconosciuta con prole al seguito: “ciao ragazzi, anche voi andate a vedere al bano allora?”

silenzio. risate. arrossamenti. sprofondamenti.

mi piace un casino uscire con katia. e’ un (bel) po’ pazza, sempre allegra e poi ha anche un bel fisichetto. domenica siamo andati a fremantle.

regali regali regali!!! desy e’ ok a meta’. ho trovato la parte bella (anche se non credo sarai di questo avviso). anna e’ quasi a posto (le ricette me le procura katia. qui del “preparato” non ha mai sentito parlare nessuno. elisa (tn) e’ a posto. ma merita regali? (ditele che si faccia sentire!). elisa (tv)… eh… fatti sentire e dimmi cosa vuoi! (qualcosa l’ho gia’ trovato, ma non mi soddisfa). la nonna e’ a posto (quasi) seguendo il consiglio di katia (io non le avrei mai fatto un regalo del genere… speriamo non si incazzi). juri e walter sono a posto. pero’ ho soltanto un sasso di ayers rock e soltanto una targa della falcon. a quale l’uno e a quale l’altro? alla alessandra non ci ho ancora pensato. a marco e stefania devo vedere, anche se ho un paio di idee. per i genitori invece… per il papa’ ho gia’ deciso, per la mamma invece e’ piu’ dura. manca qualcuno?

beh. comunque… abbiamo passato una splendida giornata fra le bancarelle, a sparar cazzate e a far finta di essere una coppia che non si sopporta e che sclera davanti ai negozianti. bisogna aver proprio le rotelle fuori posto…

ho anche incontrato una signora che mi ha fatto “bello il quadro e’?” “si’, davvero… e’ venezia… io praticamente ci abito!” “ma dai! pensa che avevo un commesso italiano qualche mese fa” “ah ma dai!” “si’, di bergamo…” io sono sbiancato e mi son messo un sorrisetto in faccia “si chiamava daniele?” “si’” “pizzetto…” “padre artista…” “lavorera’ ancora per te a londra…” “dove lo mandero’ con mia figlia… e insomma conosci daniele eh?”

ennesima dimostrazione di quanto sia piccolo questo mondo.

dopo aver mangiato assaieme, ce ne siamo andati in giro con il cat (autobus gratuito) per fremantle e ci siamo fermati in spiaggia. la spiaggia a fremantle non e’ niente di che, ma katia non aveva ancora mai visto un tramonto decente. mentre questo se lo ricordera’ a lungo: abbracciata ad un bellunese puzzone mentre il sole scende ed e’ nascosto all’orizzonte soltanto da due navi cargo piene di pecore che vanno in cina. romanticone che non sono altro…

foto

Ottobre 13, 2007 by bonnieandclyde

vi metto le ultime foto fatte…

Great_Ocean_Drive_(Esperance) http://www.flickr.com/photos/14999751@N08/?saved=1

Perth_(ritorno) http://www.flickr.com/photos/14913802@N05/

perth

Ottobre 11, 2007 by bonnieandclyde

che senno’ qua non vi aggiorno piu’ fino alla partenza…

dunque. c’e’ poco da dire. mi son stabilito all’old swan barracks, un ostello al confine fra il cbd e northbridge pieno zeppo di asiatici. son finito in stanza con un giapponese, un cinese, un taiwanese, un coreano ed uno da hong kong: in pratica torno con gli occhi a mandorla…

le giornate le passo fra la biblioteca (su internet) e la libreria, a informarmi su altre destinazioni nel mondo o a leggere qualche cagata (vi raccomando vivamente il libro “molvonia”, praticamente una lonely planet in versione umoristica su un paese che non esiste e che mi fa spanzar dal ridere).

per il resto, la sera incontro le mie adorate compagne d’ostello taiwanesi (quanto mi piacciono!) o il ben meno attraente alex :(

domenica scorsa siam stati ad un barbecue a casa di paul. c’eravamo: io, alex, stefano e katia (tutti del forum), un’altra manciata di italiani (donato, coinquilino di alex) e la sua truppa di profughi coi quali sta per partire per il nord, ed una mandria di irlandesi fra i quali ho anche riconosciuto un tipo che c’era con me nel tour a fraser island (dall’altra parte del continente!).

per il resto… in ostello sto da dio: spesso mangio assieme ad una flotta di asiatici dei quali sono diventato la mascotte: li faccio ridere come i matti e in cambio loro mi fanno da mangiare. (yea!)

a volte si aggregano a noi alcuni altri europei, tipo un paio di belle olandesi, una tedesca niente male… cosi’ insomma :) (non preoccupatevi, manco stavolta ci combino niente!)

ieri invece son stato in giro a cazzeggiare con katia: voglio comprare un paio di stivali tipo cowboy. li ho trovati, ma su consiglio di katia prendero’ qualcosa di piu’ sobrio. ho anche provato un po’ di roba che farebbe impallidire i motley crue da quanto glam e’, ma credo che mio fratello mi accoglierebbe con un bel “hey, recchionazzo, che pensi di tornare in italia cosi’? vai a lavorare va…”.

domani invece mi trasferisco da alex. il motivo non lo so neanch’io di preciso, dato che ho tutto a portata di mano dove sono e invece me ne vado a vivere a qualche chilometro dal centro. vabbeh.

a proposito… dato che mi rimangono due spiccioli e un po’ di spazio in valigia, se avete bisogno di qualcosa che sapete posso trovare qui a perth, chiedete pure. vi chiedo solo una minima commissione…

esperance, cape legrand, great ocean drive, perth, foto

Ottobre 6, 2007 by bonnieandclyde

il giorno dopo aver visitato il fitzgerald, mi sono diretto verso ravensthorpe e poi verso esperance. qui, dopo essere andato al visitor center ad informarmi sul da farsi, sono andato al cape legrand national park. neanche da dire… e’ da paure. son davvero felice che sia stato l’ultimo parco nazionale che ho visitato in australia dato che la visuale da frenchman peak e lucky bay sono impressionanti. la sabbia bianchissima, l’antardide all’orizzonte (beh, un po’ oltre… mica lo vedevo!) goanna e bobtail che sbucavano tanto quanto canguri ed emu. bello. emozionante direi.

son tornato nel pomeriggio, appena prima che l’internet point chiudesse, ed ho scaricato le foto. ho scelto un computer un po’ incasinato ed e’ per questo che ho avuto problemi ad aprire i file con un altro computer a perth.

comunque… al tramonto son partito verso ovest ed ho dato un occhio al great ocean drive, un loop che torna ad esperance, lungo 43 chilometri, che costeggia il mare. dopo poco mi son reso conto che era inutile data la poca visibilita’ e son tornato ad esperance a dormire.

il giorno dopo (giovedi’) son partito alle sette per vedere la costa ed avviarmi verso perth. mi son fermato anche allo stoke national park ma era chiuso per i recenti incendi. e allora mi son diretto a perth.

ho fatto un po’ la strada che avevo fatto con sarah, passando per hyden, ma all’altezza di… 300 km distante da perth ho tagliato a nord e sono andato verso york. oh, ragazzi, la campagna li’ e’ strafichissima!!! dico… un ottimo profumo di fieno appena tagliato, distese e distese di… coltivazioni di qualcosa! non c’e’ da stupirsi quando ti dicono che negli anni 80 questo paese sfamava il mondo.

sono arrivato a perth in serata (son passato per york solo per scoprire che e’ una citta’ inutile) ed ho provato ad andare verso un paio di lookout ad est della citta’, ma dato il buio non ho trovato le indicazioni. e allora mi son messo a dormire.

ieri mattina ho riconsegnato l’auto e sono andato in ostello (sempre allo swan barrack). ero troppo incazzato, impaurito di dover tornare ad esperance dato che non riuscivo a scaricare le foto. ma stamattina ci son riuscito.

ieri ho passato la giornata in libreria a leggere roba su stati uniti e canada. chi viene?

metto alcune foto…

William_Bay_NP http://www.flickr.com/photos/14638317@N06/

Porongurup_NP_(Castle_Rock) http://www.flickr.com/photos/14638613@N06/

Stirling_Range_NP http://www.flickr.com/photos/14617407@N04/

Fitzgerald_River_NP http://www.flickr.com/photos/14614399@N02/

Cape_LeGrand_NP http://www.flickr.com/photos/14591762@N05/

gloucester np (pemberton), shannon np, william bay np (denmark), porongurup np, stirling range np

Ottobre 5, 2007 by bonnieandclyde

(seconda parte).

dimenticavo di dire… ad augusta ho guardato l’indicatore del serbatoio e mi son stupito che fosse ancora a meta’. dopodiche’ mi sono accorto che quella era la temperatura dell’acqua, il serbatoio era quasi vuoto ed ho fatto benzina.

ho dormito in una rest area sulla south coast ed il giorno successivo mi sono diretto verso est.

ho sbagliato strada passando per nannup ed ho scoperto che in questo paese nel mezzo della campagna lo staff del visitor center ti accoglie dicendoti “e che ci fai tu qui? qui non c’e’ niente da fare. l’unica cosa da vedere e’ la strada che ti porta fino al prossimo paese”. interessante.

sono andato a pemberton, dov’ero gia’ stato con sarah, ed ho scalato il gloucester tree, nel gloucester national park. se mi permettete un paragone con il bicentennial tree che avevo scalato allora, direi che il bicentennial da’ un lookout migliore di cio’ che c’e’ attorno, ma stavolta il tempo era clemente ed il cielo limpido mi ha fatto apprezzare non solo la scalata (molto semplice) ma anche la poca roba che si vedeva all’orizzonte (poco, a parte gli alberi).

se qualcuno si stesse lamentando della mia grammatica, vi assicuro che non mi sono mai sentito cosi’ a disagio a scrivere. tutte le parole mi vengono in inglese, quindi chiedo venia.

lasciato pemberton, sono andato verso sud e mi son fatto un giro nello shannon national park. si tratta di un percorso in auto di 48 chilometri, ma io me ne son fatti soltanto 23 dato che si stava facendo tardi e, comunque avevo pochi shots nella macchina fotografica (e soprattutto ne avevo le palle piene di foreste!).

son andato a manjimup a scaricare le foto ma ho scoperto che l’unico backpacker ha una reception che chiude il week end (???) e l’unico internet cafe’ non ha un programma per scaricare foto.

ho continuato verso denmark allora, e sono andato a visitare william bay national park, 15 km ad ovest della citta’. si tratta di vedere delle rocce enormi sul mare e vi assicuro che l’effetto e’ da paura, specialmente se ci aggiungete il tramonto. le foto spero di recuperarle (vi diro’ perche’…) e farvele vedere, perche’ son davvero belle.

la sera mi son spinto verso albany ed ho deciso di campeggiare in mezzo ad un prato, ma poi mi sono accorto che stavano dando fuoco a tutto quanto attorno ed ho ben pensato di filar via! alla fine mi sono fermato alle porte di albany e da quella sera in avanti ho iniziato a dormire “non poi cosi’ male” nella corolla.

il mattino seguente sono andato in citta’ ed ho scoperto che, essendo bank holiday, tutte le attivita’ erano chiuse e non potevo scaricare le foto. mi si prospettava una giornata d’attesa ad albany, fortunatamente in una bella giornata.

ma la dea bendata si e’ ricordata di quel povero sfigato bellunese ed ha fatto in modo che una farmacia avesse il servizio kodak ed ho cosi’ potuto creare il cd con le foto che vedete al post precedente (o meglio, quello prima). mancano quelle di denmark che avevo salvato nella memoria della macchinetta.

verso mezzodi’, dopo aver scaricato le foto e caricato le batterie, son ripartito, verso nord stavolta.

nel primo viaggio avevamo visitato il porongurup national park, ma non avevamo scalato castle rock per mancanza di tempo. l’ho fatto stavolta e devo dire che la visuale verso lo stirling range a nord e’ favolosa. seguiranno foto. ho l’impressione che se avessimo avuto un po’ di piu’ fortuna nel primo viaggio, io e bonnie non ci saremmo detti addio cosi’ malamente. ma tant’e’.

dopo il porongurup ho continuato verso nord e sono andato proprio allo stirling range. essendo gia’ tardi, non volevo scalare il bluff (4 hours return scrivono) ma poi una coppia mi ha detto di avercela fatta in meno di tre ore e, dato il peso dei due, ho pensato che io ce l’avrei fatta in poco piu’ di due ore.

son partito, senz’acqua naturalmente, ed ho scoperto che il percorso non e’ per nulla facile! all’inizio c’e’ solo un broadwalk, ma poi e’ tutta roccia e non si vede la fine.

fatto sta che dopo un’ora ero in cima. ragazzi, che vento! una temperatura polare lassu’ (io ero in maglietta) ma un lookout mozzafiato, a 360 gradi tutt’attorno al range. purtroppo qui le foto non son state un granche’ dato che il resto del range era controluce, ma spero che (quando riusciro’ a recuperare le foto… se ce la faro’!) le apprezzerete.

dopodiche’ mi son fatto anche i 40 chilometri di sterrato in mezzo al range, partendo da poco sotto il bluff e verso ovest fino a mt barker dove ho dormito.

il martedi’ sono tornato ad albany e mi sono diretto ancora ad est. avendo altri tre giorni a disposizione ho deciso di visitare anche esperance, e per questo ho dovuto chiamare il rental e dir loro le mie intenzioni (giusto per non essere rincorso dalla polizia… per l’ennesima volta!). questo mi e’ costato 50 dollari di benzina piu’ altri 50 di noleggio dell’auto, ma ne e’ valsa la pena.

ho visitato il fitzgerald river national park, e mi auguro davvero di recuperare le foto perche’ sono alcune delle piu’ belle che abbia fatto in questi undici mesi!!! sul mare, in lontananza, sembra di vedere i fiordi neozelandesi. le spiagge bianche e deserte sono un colpo d’occhio che fa stare di stucco. anche la scalata all’east mount barren non e’ stata niente male, con una visione completa del parco attorno. oltre a cio’ le centinaia di diverse piante che la maggior parte dei visitatori (pochi, data la distanza dal mondo) vengono a vedere fanno si’ che questo parco sia la piu’ grande biosfera mediterranea al mondo, e fa strano pensarci, dato che il mediterraneo ce l’abbiamo noooooi!!! :)

ora il tempo e’ poco, ma la prossima volta vi racconto di esperance.

perth, bunbury, leeuwin naturaliste national park

Ottobre 5, 2007 by bonnieandclyde

e’ passato un pezzo dall’ultimo post.

l’ultimo giorno che vi ho scritto ero a perth. dopo essere andato al globe backpackers ed aver verificato che la puzza e il disordine che c’erano in quel posto non facevano per me, sono andato in centro ed ho incontrato i due che mi avevano fatto saltare la trombata con emily. ancora loro… per la terza volta!!! ma almeno mi han dato una buona dritta su un backpacker dove andare: lo swan barrack.

dopo aver girato tutte le compagnie di noleggio auto per verificare quale fosse la piu’ economica per farsi un giro al sud, sono andato allo swan barrack ed ho prenotato per due giorni.

la sera son tornato da alex ed ho ancora approfittato della generosita’ sua e di donato scroccando loro la cena. ho fatto pure la figuraccia di arrivare in ritardo, ma giuro che la colpa non e’ mia.

alla stazione degli autobus: teo “devo andare a wembley, potrebbe fermarsi appena dopo la stazione di polizia?”, autista “ma certo”. mezz’ora dopo: teo “mi sa che abbiamo passato la mia fermata, eh?” autista “eh, mi sa di si’”. quaranta fottuti minuti a tornare indietro a piedi!!!

la sera ci siamo guardati un film, the number 23, con quello che faceva ace ventura in versione seria. a me e’ piaciuto, ad alex meno e donato si e’ addormentato.

il mattino dopo ho salutato tutti e me ne sono andato in ostello, dove sono finito in una camera con un depressissimo australiano che lavora 12 ore al giorno e spende tutto in alcohol e sigarette. ma per due notti mi son convinto di sopportare le sue lamentele.

a perth, nei due giorni che hanno preceduto la partenza per il sud, ho fatto ben poco. la cosa piu’ interessante e’ stata andare in libreria, sezione travel, e pensare al prossimo viaggio. ovviamente la luigina non deve sapere niente di questo, altrimenti quando torno mi incatena al letto (e gia’ mi incatenera’ alla sedia per farmi riprendere tutti i chili che ho perso).

il giorno prima di partire, sono andato alla avis a confermare l’auto. “son qui per confermare che domani prendo l’auto a 260 dollari con assicurazione” “no, guarda che ti costa 386 per una settimana” “ma ieri mi aveva detto 260!” “no no, mai detto” (fottuto bastardo, era pure lo stesso!!!) “non importa, andro’ da qualcun altro”.

alla fine sono finito alla bayswater che mi ha fatto 236 per una settimana comprensivo di assicurazione (il giorno prima mi avevano detto 286 compresa esperance, ma non avevo intenzione di andarci).

venerdi’ scorso, alle 9.45, e’ partito il viaggio verso gli ultimi posti all’infuori di perth che avrei visto qui in australia. la macchina era una corolla ascent, come nel primo viaggio che feci con bonnie (sarah).

prima destinazione: bunbury. bunbury e’, statisticamente, la citta’ dove si vive meglio in tutto il mondo, per condizioni ambientali e servizi. a me e’ sembrata una bella citta’ senz’anima, come tutte le piccole citta’ australiane. servizi che funzionano, banche, qualche edificio costruito tanto tempo fa, un lookout sulla citta’… le solite cose insomma. l’unica cosa che mi ha davvero affascinato e’ stata la fabbrica di caramelle. si tratta di una fabbrica/shop dove il proprietario dispensa noccioline e caramelle per dare il benvenuto. le noccioline caramellate son da paura, ma le caramelle alla ciliegia che ho assaggiato non erano sto granche’. comunque potete vedere un paio di lookout e la fabbrica cliccando sul link di bunbury del post precedente (non e’ niente di che comunque).

dimenticavo di dire che… non ricordavo che per andare a sud di perth ci fosse tutto quel traffico!!! dico… venerdi’ a mezzogiorno sembrava di impazzire: auto ovunque, code, semafori, rotonde… probabilmente la prima volta che ho quasi perso la pazienza in australia per via del traffico!

e alla fine, visitato bunbury, son tornato sull’asfalto che erano belle le quattro, alche’ ho deciso di fregarmene di busselton ed andare direttamente verso margaret river.

fino a quel momento mi ero detto “tutto come il primo viaggio con sarah: che palle! i posti non soddisfano le attese, forse ho sbagliato a voler rifare il giro”. fortunatamente non sarebbe stata cosi’ in seguito.

sulla mappa ho individuato margaret river ed ho deciso di arrivarci costeggiando completamente la punta sudoccidentale dello stato. in pratica si entra nel leeuwin naturaliste national park, che si estende da cape naturaliste a cape leeuwin. ci sono arrivato quando il sole stava gia’ calando, ma, nonostante le nuvole, son riuscito a sorridere guardando lo splendido paesaggio. dopodiche’ sono andato a dormire (in auto, come nelle sei notti seguenti, senza docce, se ve lo steste chiedendo…) in una piazzola che guardava l’oceano.

il mattino ho scoperto che non ero solo, dato che c’era anche un’altra auto nella piazzola. mi son messo in marcia (anche perche’ ho dormito malissimo… la corolla e’ ben piu’ piccola della falcon!) ed ho visitato il parco nazionale. oh, ragazzi… e’ splendido! a parte i soliti canguri che facevano capolino dai cespugli, ci sono decine di lookouts e, soprattutto, una diversita’ nella flora che mi ha stupito. dico… io non sono certo un esperto di fiori, ma certe piante hanno davvero attirato la mia attenzione per la loro particolarita’. la maggior parte di esse penso si possano comunque vedere nel percorso che va da perth verso moora e mullewa, la wildflowers way, che io ho deciso di skippare date le poche piogge di quest’anno nel western australia e la conseguente siccita’ e mancanza di distese di fiori (come di solito e’).

piano a piano mi sono spinto verso sud. ho deviato all’interno verso margaret river giusto per scoprire che… margaret river non esiste! dico… per chi ha visto nimbin ed ha pensato “e’ una strada”, per chi ha visto coral bay ed ha pensato “e’ una via”, sappiate che margaret river e’ un buco! c’e’ esattamente una via con tanti shops ai lati dove poter prenotare la propria lezione di surf, il safari o cazzate del genere. al visitor center c’e’ una completa ala dedicata ai vini (che qui dicono essere i migliori d’australia) e lo staff non e’ particolarmente helpful, specialmente con la gente che, come me, non vuole spender soldi.

tornato sulla costa, ho visitato le spiagge di prevelly e compo bay. e questa e’ davvero strafighissima, con delle splendide onde da surfare ed una splendida vista verso l’oceano indiano e l’africa. by the way, c’erano soltanto due surfisti che… beh, io son piu’ bravo!!! ah… la tavola non me la son portata a causa della piccolezza dell’auto e la temperatura, secondo me glaciale, dell’acqua.

il secondo giorno si e’ concluso ad augusta davanti al faro di cape leeuwin, che se lo vuoi visitare devi pagare (si’, cerrrto). comunque ci sono splendide visuali anche da qui, dove due oceani (indiano e… del sud?) si incontrano.