Archivio per Novembre 2007

saluti

Novembre 2, 2007

ok. È ora di scrivere per l’ultima volta su questo blog. Non mi ci trovo più con queste tastiere con gli accenti, ma dato che non ho una mazza da fare, ci farò attenzione.
Son tornato.
La sera prima della partenza ho salutato Katia. Io son riuscito a trattener le lacrime per dopo l’addio, lei non ce l’ha fatta. Lei è l’unico motivo per il quale mi è dispiaciuto lasciare l’Australia. Ma questi non sono affaracci vostri!
Ho preso il volo alle nove di mattino dall’aeroporto di Perth e, dopo aver fatto scalo a Phuket o come diavolo si scrive) siamo arrivati a Bangkok. Non ho parlato con nessuno in aereo. Il motivo principale è stato onestamente un mal di denti che non mi aspettavo. Ieri son stato dal dentista che mi ha semplicemente dato del “…” (non voglio scriverlo, ma lo capite da soli).
A bangkok era pieno di simpaticissimi italiani che parlavano di quanti soldi spendevano annualmente per andare a puttane. Altro che rodei e banane: qui è ora di mettere su un bordellificio!!! Che tristezza… dico… c’è modo e modo… anzi, dovrebbe esserci almeno il buon senso di dire “ci vado e non lo dico” e invece….
L’aereo per Milano è partito all’una di notte. Dopo un volo davvero piacevole speso a far finta di essere un australiano giusto per non parlare con nessuno dei 1353 italiani che c’erano a bordo, siamo arrivati a milano alle sette e venti di sabato mattina. Prima notizia: i controllori dei passaporti sono in sciopero. E chi se la ricordava questa parola?
Comunque… dopo essere stato sballonzolato a destra e a manca per cercare il surf e trovare un bancomat sono partito alla volta della stazione centrale.
Voi mi prenderete per il culo, ma vedere le montagne di Irene mi ha fatto un certo che: se le sue erano così vicine, le mie non potevano essere tanto più in là.
Dopo una fortunata coincidenza di orari sono arrivato a primolano alle due e mezza.
Ho chiesto ad un tipo (l’unico) che scendeva dal treno “scusa, vai a fastro?” “ehm… sì” “me lo dai un passaggio, vero?” il tipo ha guardato il mio surf ed ha detto “e quello? Mica ci sta” “tranquillo, dai, al limite lo tengo fuori dal finestrino. Andiamo?”. Dopo mezzo minuto che eravamo in auto il tipo mi fa “io ti ho caricato solo perché hai nomitato fastro, ed io abito a fastro, e tu probabilmente sei da fastro e se non carico quelli di fastro probabilmente gli altri di fastro mi picchieranno” “bravo! Comunque io non sono di fastro” “ah…”. Sono stato scaricato davanti a casa di anna, ho suonato il campanello ed è venuta ad aprire sua nonna. Vedendomi con il surf ha fatto una faccia molllto strana, ma fortunatamente è arrivato suo figlio che le mi ha detto “anna non c’è. È ancora al lavoro”. Più tardi ho scoperto che sua nonna voleva darmi il benvenuto con una scopa all’urlo di “non abbiamo bisogno di niente, grazie”.
E allora sono andato a trovare mia nonna. Sono entrato in casa, ma lei non c’era. Sono salito in camera e c’era mia zia che dormiva. “ciao zia! Son matteo! Sono tornato!!!” “ciao” “…” “…” “… ehm… cioè… ok… ehm… io vado in salotto. Ciao” “ciao”. Dopo due minuti mi ha urlato “tato, vien su!” e allora l’ho potuta salutare decentemente.
Dopo tre ore è arrivata mia nonna. È entrata in casa ed è scoppiata a ridere. È stata la reazione più bella, com’era stata la più bella quando l’avevo lasciata e lei era scoppiata a piangere.
Abbiamo telefonato a mio padre chiedendogli di portare delle pizze. Il mio vecchio si è presentato un paio d’ore più tardi. Io sono uscito dal bagno con un sorriso grande così e lui è rimasto a bocca aperta “come un mona” (parole sue, sottoscrivo).
Poi sono andato a salutare anna, che probabilmente ha ucciso nonna e padre per non aver riferito del mio arrivo.
E poi la mamma. Son entrato in macelleria dietro a mio padre e mi son sentito un “ah… me l’avete fatta anche questa volta!!!”. Essì cara mia!!!
Il giorno dopo son andato a trovare desy nascondendomi nell’auto di anna. Appena la bionda ha visto un barbone sotto l’auto ha fatto un salto indietro. Pauuura!!!
Walter l’ho sentito solo per telefono. Juri manco quello! Mi son sempre dimenticato di chiamarlo, ma giuro che più tardi lo faccio.
Qui va tutto bene, nella mia bella provincia.
Se c’è qualcosa in cui so di essere cambiato, è nella mia percezione dell’estetica. Non mi era mai capitato di commuovermi guardando i colori dell’autunno. I boschi attorno a casa mia sono disegnati di giallo, verde e rosso. Il sole (presente quasi tutti i giorni dal mio arrivo) offre una luce perfetta per osservare lo scintillio della neve sulle vette. Il cielo azzurro corona l’orgasmo di colori che fa da cornice alla mia presenza qui.
So che tanta gente è triste per aver lasciato l’australia. Io son triste per aver lasciato katia. Ma son felice di essere a casa. Ho un letto magnifico, mangio da dio, non faccio un cazzo. Questa è vita!
Nel giro di un paio di settimane inizierò a pentirmi di tutto questo, ma in realtà fino ad ora tutto sta andando alla perfezione. Ho mandato in giro un paio di curriculum, ho incontrato parte dei parenti, non sono ancora andato a piangere in banca. Mi sono fatto una scheda vodafone e son stati più veloci che in australia! Ci sono tanti cantieri aperti sulla strada per feltre, ma mentre i miei lo vedono come un “disagio per andare a far compere, lavori lenti, soldi sprecati” io vedo la voglia di mettere a posto la nostra bella provincia offrendo dei servizi adeguati. C’è buona volontà. Piano a piano arriveranno anche i soldi. Ovviamente non ho intenzione di guardare alcun telegiornale…
Mi sono stupito di sorridere alla visione del monte grappa: in australia mica ce l’hanno! Mi son stupito di vedere quanto bella sia belluno, costruita su una valle, che la si vede tutta da un ponte, con le montagne dietro. E quanto sia speciale feltre, con le strade così ingarbugliate ma con le torri che risaltano all’ora del tramonto. E i monti verso lamon, il tomatico, il forte sotto fastro.
E quanto sia bello iniziare la giornata guardando ad occidente e vedendo cima campo illuminata dal sole, e tutti i boschi così fissi d’alberi di colori tanto diversi. Ricordo ancora quand’ero a mareeba e, vicino alle wetlands, restai incantato a guardare una distesa di fiori azzurri. Resto incantato oggi a vedere in che ambiente vivo. “devils in paradise” doveva essere dedicata ai miei boschi, e non alla tasmania.
Il futuro ancora non mi interessa. Non ci penso. Balle.
Non ho ancora pensato ai buoni propositi. Fra questi c’è solo di trovarsi un lavoro alla svelta e ripartire. Perché qui si sta bene, ma se si vuol continuare a meravigliarsi bisogna continuare a girare, e i miei fondi non me lo permettono.
Ho già iniziato a parlare di canada e stati uniti in casa. Non so se succederà. Ma state sicuri che un giro a bologna me lo farò più che volentieri fra undici mesi…
Buon viaggio a tutti!!!