dunque. iniziamo (connessione costosissima).
mercoledi’ ho salutato claudia, alla fine, ed ho approfittato pure della sua gentilezza scroccandole una pasta ed una doccia. quella doccia e’ l’ultima da… da allora… gli altri invece non ce l’han fatta a venire a cena, causa “shane” che deve aver fatto qualche rito al musico che si e’ messo a far didjeridoo… non so se voglio davvero saperne di piu’.
ho dormito a due isolati da casa della cla, dato che era buio pesto e la poiana di notte barcolla, ed il mattino successivo sono ripartito verso sud.
gia’ prima di mezzodi’ ero alle edith falls, che non avevo visto venendo verso darwin a causa dell’accecamento da maledizione aborigena. ma stavolta mi son rifatto.
le falls son proprio carine. c’e’ un percorso di un tre chilometri (anzi meno) in parte sulla roccia ed in parte su terra battuta, e poi dall’alto si vede tutto attorno e ci sono un paio di pozze dove fare il bagno.
la visione attorno non era onestamente nulla di che, dato che quel giorno era nuvoloso (e son contento di aver lasciato darwin per l’umidita’ che stava salendo). ma la nuotata me la sono davvero goduta. fra l’altro, quando sono entrato in acqua, c’ero solo io, e allora sono andato sotto le cascate, come alle wangi con gli altri, e mi son goduto il tepore dell’acqua dopo la “tempesta” sulla testa della cascata.
ho pranzato li’ fra una marea di mosche; probabilmente il luogo in australia in cui per la prima o seconda volta ho davvero maledetto qualche santo. ma tutto nella norma. prima o poi sapevo sarebbero arrivate.
tornato a katherine (il parco e’ a 30 chilometri) ho chiamato la coppia di faentini che e’ ora li’ a katherine, ma stavano lavorando e ci siamo dati appuntamento a kununurra. ed allora mi ci sono diretto.
nel percorso c’e’ il gregory national park che mi e’ sembrato carino, anche se non ho camminato nessun tracciato. sono delle belle formazioni rocciose ad ambo i lati della strada che rompono la monotonia. e fortunatamente, a rompere la monotonia, ci sono stati anche tanti animaletti bastardi: una volpe (si’, non sono cretino… non fino a quel punto!), un bel paio di serpentelli da un metro e mezzo e, finalmente, la prima lizard che correva su due zampe scappando (quando mi ha visto). ci speravo di vederla… ma non l’ho fotografata.
la notte l’ho passata alla rest area di joe creek, a 200 chilometri da katherine, dove ovviamente il campeggio sarebbe vietato. bella nottata spesa cantando e suonando al lume di luna (anche se di luna ce n’e’ gran poca in questi giorni).
venerdi’ mattina son partito presto verso il western australia. arrivato quasi al border, ho letto la deviazione verso il keep river national park. entrare nel wester australia voleva dire entrare nell’ultimo stato prima della mia partenza (da perth), e la malinconia mi ha assalito. la soluzione e’ stata visitare il keep river.
si tratta di un parco dove, per arrivarci, bisogna percorrere una trentina di chilometri di sterrato. fighissimo! la poiana non ha mai ceduto, ovviamente, ed il nuvolone di polvere lo vedevano da kununurra mi sa!
nel parco ci sono soltanto un paio di walks, ed io ne ho scelto soltanto uno, vale a dire quello a ja… ju…. boh… quello piu’ distante. si tratta di un loop di otto chilometri che ti porta in mezzo alla savana, poi scali una roccia (un paio di centinaia di metri) ed hai un bel 360 attorno. bella visuale, con alcune montagne rocciose e tanta distesa verde. poi si scende e, per completare il loop, si passa davanti ad un po’ d’arte aborigena, anche se dire “un po’” e’ dire fin troppo!
finito il percorso, me ne sono tornato sulla statale con la poiana. ovviamente ho sbagliato i conti quando ho fatto la spesa a darwin, ed allora mi sono trovato con tre chili di arance da far fuori all’istante (no vegetables or fruit in western australia). ero cosi’ pieno ed arancione che mi son messo ad offrire arance in giro all’information poin e sono ripartito quando non ce n’era piu’ una nel sacchetto.
arrivato alla “dogana” ho mostrato l’interno della poiana al cacciatore di taglie e sono entrato in western australia.
dopo una decina di chilometri ho girato a sinistra verso il lake argyle. era uno dei punti nel mio programma e non mi sono pentito d’esserci andato.
la strada per raggiungerlo mi ha ricordato molto quella per andare ai ghiacciai in nuova zelanda:belle colline, tanto verde, il lago in lontananza (in nz era il mare). arrivato al resort, mi sono subito informato sui lookouts e sui percorsi da fare a piedi. la tipa del visitor center mi ha mostrato una cartina fotocopiata e mi ha detto “devi andare li’ li’ e li’”. ho fatto per prendere la cartina, ma si vede che la carta qui costa e la tipa mi ha gentilmente pregato di dargliela indietro. alla faccia del risparmio…
comunque… mi sono incamminato verso la collina. cammina cammina e cammina c’e’ un bivio dal quale si vede il lago (non nella sua interezza, e ci credo, e’ secondo piu’ grande d’australia!). continuando a camminare la visione migliorava, ma il percorso si faceva piu’ ostico… non tanto nel suo cammino, ma nella sua visione. finche’ mi son girate le palle e me ne sono tornato indietro. ma avevo perso la strada. e allora ho mandato tutto affanculo e mi sono diretto verso est. dopo due minuti ero di nuovo in marcia, verso il village stavolta.
tornato alla macchina, mi sono diretto verso la diga. e questa davvero merita. il percorso va giu’ ad una pendenza niente male, e si arriva ad una rest area con visione sulla centrale. ma poi tornando verso la cima ci sono un paio di parcheggi dove una fermata ed una foto meritavano di esser fatte.
lasciato lake argyle mi son diretto verso kununurra. mi sono reso conto della differenza di un’ora e mezza con il northern territory e mi son detto che questo nuovo orario non va proprio bene. in pratica il sole gia’ splende alle 5.45 del mattino, ma alle sei di sera e’ buio pesto, e quindi, per uno come me che e’ sempre in giro, c’e’ poco da fare, se non suonare al chiaro di luna (e dopo un po’ a uno girano anche le palle!).
al visitor center ho recuperato un po’ di informazioni ed ho deciso che, essendo gia’ weekend ed essendo tutte le farm e le agenzie chiuse di sabato e domenica, forse valeva la pena di uscire e vedere cosa c’era attorno a kununurra.
altri 45 chilometri e mi sono trovato al bivio per wydham/halls creek e mi sono fermato a dormire nella rest area.
il mattino di sabato son partito presto verso nord e dopo otto chilometri ho svoltato a sinistra nella gibb river road.
ora: messaggio per musicomane: se avete avuto problemi sulla gibb river road, non andate a gunlum (kakadu). ma onestamente non riesco a capire come cacchio abbiate potuto aver problemi qui! si tratta di una strada di 600 e piu’ chilometri che va da dov’ero fino a derby. la strada e’ tutta sterrata, con tante “corrugations”. la soluzione, ovviamente, e’ andare a 100 km/h e le corrugations non esistono piu’
fra l’altro si alza un polverone della madonna che neanche gli indiani e i loro cazzo di segnali di fumo. strafiga! da andarci!!! io mi son fatto solo una quarantina di chilometri ma mi han detto che e’ tutta cosi’. il problema e’ piu’ avanti quando si tratta di guadare un paio di fiumi dove l’acqua e’ alta un metro. poco male. io comunque dovevo andar per “sotto” a vedere i bungles…
essendo arrivato troppo presto, non ho trovato nessuno che mi vendesse un biglietto per entrare ad el questro park. la soluzione e’ stata… entrare senza biglietto!
il primo luogo che ho visitato sono state le zebedee falls (la caduta di palle). si tratta di hot springs che si raggiungono dopo una camminata di mezzo chilometro fra alte piante di savana.
erano le otto e mezzo quando sono arrivato, ma c’erano gia’ un paio di vecchi che si godevano l’acqua calda. io me ne sono andato fino alla pozza in cima in cima e mi sono immerso. mi son tolto il costume, ho fatto la foto di rito e… ed uno dei vecchi e’ arrivato vedendo i miei zebedee!!! mi sono scusato, mi son ricostumato e gli ho fatto un po’ di spazio nella pozza. sto stronzo ha portato pure famiglia e amici! vabbeh… almeno ci siamo fatti una bella chiaccherata.
quando ho lasciato le springs il posto era pieno come un uovo! e allora ho deciso di dirigermi ad el questro gorge.
trovato il bivio, ho controllato sulla cartina e, verificato che quello era un percorso per 4×4, ho deciso che non me ne fregava una fava! ho girato a destra ed ho percorso quella strada sabbiosa per un paio di chilometri, dopodiche’ ho capito perche’ scrivono “4×4 only!”. un paio di pozze in mezzo alla strada. ma vedevo la montagna, e allora ho deciso di lasciare li’ la poiana (aperta e con le chiavi su, come faccio ormai da un paio di mesi) ed andare a piedi. o meglio… a nuoto! quelle due piccole pozzanghere sono alte un metro l’una! evvabbeh…
dopo aver camminato per un altro chilometro sono arrivato all’inizio del tracciato a piedi. ci sono 17 stages, e posso garantirvi che questo e’ stato uno dei posti piu’ belli che abbia visto in australia! a parte che si cammina in mezzo al gorge (dove ci si perde mille volte e si torna sempre nel tracciato), c’e’ tantissima flora, il fiumiciattolo in mezzo e… un pochetta di gente, ma non tanta quanto alle zebedee falls.
arrivato allo stage 11 ho trovato una bella difficolta’: si deve passare un laghetto, scalare la roccia dall’altra parte, e continuare il percorso (tutto roccioso) fino alla fine. ma io son bellunese, e questo non mi ha spaventato. peccato mi sia dimenticato di avere la macchina fotografica e, uscito dalla pozza, mi sia automaledetto. ma mai paura, la macchina va ancora.
ho proseguito il percorso, un altro paio di punti di freeclimbing e, finalmente, ho trovato anche altra gente che camminava con me: una coppia di pensionati superarzilli che ho superato appena prima di arrivare allo stage 17. e qui davvero uno si dice “tutto questo tormento, ma che figa e’ questa cascata?”. davvero bella… con la luce che arriva e dipinge tutto di blu intenso, con la roccia rossa ed il verde degli alberi attorno. e poi… beh, una bella nuotata, ovviamente.
facendo il percorso inverso per tornare alla macchina, ho fatto alcune delle foto che definisco fra le piu’ belle che abbia fatto in australia.
rifatto la camminata, rinuotato nelle pozze, ripreso l’auto, ripreso la 4×4 road, ho incrociato una macchina (ma dico io, proprio nel punto piu’ stretto del percorso sabbioso per soli 4×4?!). eggia’. mi son dovuto fermare (a tipo 10 centimetri dall’altra macchina). loro son passati per primi, ed io son partito dopo. avanti non andava, indietro neppure. in quei momenti la madonna soltanto puo’ aiutarti, e si vede che non aveva sentito quello che le avevo detto, dato che mi ha fatto uscire senza problemi
tornato sulla principale, sono andato all’amalia gorge. dopo aver visto el questro questo mi e’ sembrato meno bello, ma direi che vale anch’esso il biglietto e la strada. fra l’altro in cima mi son messo a chiaccherare con tutti quelli che passavano. peccato che le foto non siano venuto belle (sole contrario) perche’ davvero merita.
dopo un’ora e mezza passata dentro e fuori dall’acqua (la pozza piu’ fredda stavolta) ho deciso che era ora di aver fame. son tornato alla macchina e mi son fatto il mio bel panino con tonno e fagioli. uff…
ho ripreso la strada e, arrivato al bivio, ho girato di nuovo a destra. dopo 500 metri ho trovato un fiume da guadare “hey, questo stronzo non c’era due ore fa!”. e infatti avevo sbagliato strada (dovevo girare a sinistra al bivio).
infine mi sono diretto ad emma gorge. anche questo gorge e’ davvero bello, e fra l’altro ho incontrato tanti di quegli italiani… (che, come al solito, ho evitato di cagare di striscio!)
in cima mi son fatto l’ennesima nuotata (rinfrescante, davvero) e penso che la cascata sia la migliore fra quelle dell’intero “lotto”, con un getto che arriva da quaranta metri e ti fa sentire la sensazione della tempesta sulla pelle. io, che son bellunese, ma son anche un po’ deficiente, me la son fatta piacere!
tornato all’auto, ho fatto per andarmene, quando sono stato fermato dal pilota di un aereo. e li’ mi son detto “cazzo, questo mi tira le orecchie perche’ sto facendo troppa polvere”. e invece il tipo mi ha chiesto di tornare al visitor center e chiedere loro che venissero a prendere due passeggeri sfigati che avevano lasciato li’. “no worries - gli faccio io - te li porto io li’!”. li ho caricati ed ho capito subito qualcosa di terribile; si trattava degli ennesimi italiani! scambiate due parole, ho iniziato a guidare come la poiana comanda e mi son sentito dire un “ma sei sicuro di voler arrivare a perth con questa macchina?” tze’… pivelli.
poi ad un certo punto mi han chiesto “ma tu, dove vivi?” “qui” “qui a el questro?” “no, qui in questa macchina!”. secondo me loro ancora non ci credono…
la sera ho deciso di tornare alla rest area della notte prima, dove ho trascorso anche la notte scorsa.
stamattina mi son detto “oggi e’ domenica, e allora chissenefrega di cercare lavoro? andiamo a wyndham”. dopo un’oretta ero li’, con un coccodrillo di 20 metri che mi guardava e mi dava il benvenuto. “grazie!”
sono andato in cima alla collina a vedere il “six rivers lookout” e due cose mi hanno subito colpito. la prima e’ che… io di rivers ne ho visto uno soltanto (!) ma la seconda cosa e’ che… dico… il fiume e’ color del sangue! dico… rosso!!! ok, e’ la sabbia, ma quando l’ho visto, il contrasto col cielo ed il verde attorno e’ stato disarmante. mi son cagato sotto… quanti aborigeni avranno fatto fuori?
comunque… sono andato anche a vedere delle splendide statue che simboleggiano una famiglia aborigena ed i loro animali da cortile (c’era anche un pitone, che non ho capito cosa c’entrasse!) ed ho preso la via del ritorno, verso kununurra.
ma poi ho visto il segnale “the grotto, gira a destra” e allora…
si tratta dell’ennesima pozza, nel fondo del gorge stavolta. dopo 140 scalini sono arrivato giu’, col mio costume, l’akubra hat, la macchina fotografica e l’asciugamano; il classico turista italiano insomma.
ho tastato l’acqua ed ho notato, con sommo dispiacere, che era fredda! ma tutti mi guardavano, e l’orgoglio bellunese si e’ fatto valere. mi son tuffato e, dopo una decina di secondi, mi son reso conto che l’acqua non era poi cosi’ fredda. ho visto una corda che pendeva da un albero, l’ho raggiunta, mi sono arrampicato, mi son tuffato, mi son fatto fotografare, ne ho fatte di tutti i colori insomma, ma soprattutto, per l’ennesima volta, mi sono divertito da matti. l’acqua e’ leggermente piu’ calda di quella al karijini (mi han detto, quindi dite pure a gio che sta per perdere la scommessa).
lasciato the grotto, sono tornato a kununurra. volevo masterizzare il cd con le foto, ma purtroppo il mio ultimo cd deve essere difettato e non riesco a scaricarle. poco male. me ne vado a coles a comprarne di nuovi.
sto pensando a cosa fare i prossimi giorni. vorrei fermarmi a lavorare a kununurra, ma se non trovo buone possibilita’, probabilmente me ne vado a broome, e se mi scazzo arrivo fino a perth e margaret river.
da una parte non vedo l’ora di tornare a perth, ma dall’altra so che quando ci arrivero’ mi mancheranno ancora un paio di giorni di viaggio, per tornarci di nuovo, vendere la macchina (ma chi la compra?), trovarmi un lavoretto per le ultime settimane e lasciare il continente. purtroppo non faccio che continuare a pensarci, e non e’ una buona cosa. c’e’ di buono che per circa 23h e 58minuti continuo a godermi il viaggio al 101%, percio’ non preoccupatevi per me. torno e vi spacco il culo a tutti!