foto

Settembre 26, 2007 by bonnieandclyde

dato che la connessione che ho trovato e’ iperveloce, metto un po’ di foto nuove.

Broome: http://www.flickr.com/photos/14161749@N04/

Karijini_National_Park: http://www.flickr.com/photos/14222733@N08/

Ningaloo_&_Cape_Range_NP_&_Coral_Bay: http://www.flickr.com/photos/14223207@N08/

Carnavon_&_Elizabeth_Maria_II: http://www.flickr.com/photos/14232060@N08/

Shark_Bay_National_Park: http://www.flickr.com/photos/14152284@N07/

Kalbarri_National_Park: http://www.flickr.com/photos/14176784@N06/

Geraldton_&_Cervantes_Areas_(excl._Pinnacles): http://www.flickr.com/photos/14163431@N03/

northampton, geraldton, wangarra national park, perth, alieno

Settembre 25, 2007 by bonnieandclyde

perth. il cerchio si e’ chiuso. da qui ero partito e qui ci torno… e da qui ci ritorno, in italia. ma c’e’ tempo…

sabato sera me lo son passato con gli altri dell’ostello a kalbarri a vedere inghilterra-samoa di rugby. strafigo! era un pezzo che non mi godevo un’intera partita di… qualcosa che non fosse aussie rules!!! e poi c’era un grande ambiente in ostello, tutta gente giovane li’ a kalbarri per… far nulla e rilassarsi, dato c he e’ cio’ che il paese offre, oltre a escursioni in canoa, arrampicate, camminate e giri in bicicletta…

domenica mattina mi son preparato presto ed alle otto ero davanti all’ostello ad aspettare simon, il ragazzo di melbourne che mi aveva proposto il passaggio per perth.

8.10, 8.15., 8.20… ormai avevo capito di essere stato bidonato, quando e’ spuntato un vecchissimo landcruiser bianco con i segnali stradali d’austarlia disegnati sulla carrozzeria. caricata la roba, siamo partiti.

simon e’ un tipo… strano direi! ingeniere ambientale e meccanico, la persona piu’ timida del mondo. quando ti parla, e’ sempre sottovoce. i discorsi che fa sono tutti “oh, bello il cielo azzurro oggi, eh? oh, un canguro… quanto son simpatici quegli animali. vuoi un po’ di tonno? dai, non essere sciocco, il tonno e’ importante”. praticamente sembra di viaggiare con tonio cartonio…

ci siamo fermati lungo la costa a sud di kalbarri a vedere un paio di lookouts che non avevo raggiunto in bicicletta; abbiamo visto natural bridge e una mezza dozzina di delfini che si a vvicinavano alla costa. figo!

poi siamo partiti e ci siamo diretti verso sud. dopo 100 chilometri ci siamo fermati a northampton, giusto per verificare che non ci fosse un emerito nulla! c’e’ un giardinetto di 50 metri quadri (forse) e tutti i negozi (2) chiusi. ma d’altra parte era domenica…

dopo la sosta ci siamo messi in marcia verso geraldton. qui, dopo essere passati dal visitor center, abbiamo visitato il monumento alla hmas sydney, una nave che ha fatto fare parecchie figuracce agli italiani durante la seconda guerra mondiale, e poi siamo andati alla chiesa di francis xavier, o qualcosa del genere. e’ davvero bella, e infatti ho fatto parecchie foto. e’ uno stile piuttosto moderno, ma vale davvero la pena di entrare e ammirare le vetrate e lo stile in cui e’ stata costruita.

dopodiche’, ormai che eravam li’, abbiamo visitato anche il western australia museum, che ha un buon display di relitti e storie di navi affondate e ammutinate.

verso le quattro siamo partiti, sempre verso sud e, all’imbrunire, siamo quasi arrivati a jurien bay. e li’ la frase “ok. stanotte andiamo a dormire nel bush, che ne dici?”. mi si e’ stertto il buco del culo al pensiero!!! “vabbeh”.

dato il vento e la pioggia, abbiamo dormito (assieme, brrr…) nel landcruiser. ovviamente io non ci ho chiuso occhio per la paura di esser stuprato! :(

ad un certo punto ho chiuso gli occhi e mi son svegliato quando mi son sentito il muso umido, ma al contrario di quello che voi coglionazzi state pensando, era la pioggia che entrava dal finestrino!

il mattino ci siamo alzati verso le otto e siamo ripartiti.

il brutto tempo ci ha fatto skippare in pieno jurien bay, e allora siamo andati a visitare i pinnacles, nel nambung national park. io il posto l’avevo gia’ visto con sarah, e quella volta mi era piaciuto di piu’ (vuoi per il bel tempo, vuoi perche’ era uno dei primi parchi che visitavo).

dopodiche’ simon mi ha chiesto se c’erano delle strade sterrate dove andar con l’auto e io, mona, gliene ho trovato una che partiva da cervantes per arrivare a lancelin. e allora via!

ragazzi… quella strada e’ da paura! io ne ho visti di tracciati per 4×4, ma quello e’ sicuramente uno dei peggiori! tutto sabbia e buchi… per 75 chilometri! siamo passati in mezzo al wangarra national park e, nonostante il maltempo, lo sfondo del mare e delle dune bianche e’ davvero notevole. peccato che appaia una volta ogni dieci chilometri per qualche centinaio di metri.

la velocita’ di crociera era attorno ai 15-20 chilometri all’ora. abbiamo visto 5-6 bobtail skakes, degli animaloni ciccioni, lunghi una ventina di centimetri, che camminano sulla strada. simon si e’ fermato. io che facevo “mi sa che questi sono incazzati, guarda come mi aprono la bocca per cacciarmi” “mah, secondo me hanno sete… aspetta che do loro un po’ d’acqua”. ma con che razza di gente mi son messo in viaggio?

abbiamo visto emu e canguri… forse gli ultimi qui in australia… :(

dopo tre ore di viaggio ci siamo fermati davanti ad un cartello: “state per entrare in zona militare. quest’area e’ utilizzata per le esercitazioni di bombardamento della marina australiana. non possiamo garantire la vostra sopravvivenza”. il culo mi si e’ stretto piu’ della notte precedente!!!

entrati, a correre a piu’ non posso, ci siamo trovati davanti al deserto, senza alcuna strada. “vado in cima alla duna a vedere se trovo la via” mi fa simon. “vai vai… io sto qui al caldo invece!”.

ripartiti, siamo riusciti ad uscire dalla zona militare ed arrivare a lancelin, giusto in tempo per goderci una bella grandinata! che fortuna…

dopo un’ora e mezza entravamo trionfanti in perth cbd. “lasciami qui. anzi, no, non hai nessuno dietro… fai retromarcia e lasciami dall’altra parte della strada” “eh, no, matt… queste sono cose pericolose” “ma non c’e’ nessuno!” “ma non sai mai cosa ti puo’ capitare…” “cosa, o chi… (coglione!)”.

ho chiamato alex (alieno). “dove sei?” mi fa lui. “davanti allo swan bells” “azz… io sono devastato… devi arrivare in wellington street ed andare a wembley, verso est” “ok… ma wellington street va da nord a sud!” “no, fidati”. aveva ragione lui quella volta.

arrivato in wellington street ho trovato la fermata dell’autobus. “si’, ma wembley e’ ad ovest” mi fa uno. e allora richiamo l’alieno “ma a est o a ovest?” “wembley e’ a est” “ma qui mi dicono che e’ a ovest” “ah, si’, giusto, e’ a ovest” “sei un coglione!”.

arriva l’autobus, faccio per salire ed il conducente mi guarda come si guarda un lebbroso (probabilmente avevo lo yellow sticker in fronte!) e mi fa cenno di “no!” “no che?” e lui punta il surf “ma va kegar!”.

“alieeeno!!! cazzo, non mi lasciano portare il surf in autobus!” “eh, ma sei uno sfigato! prendi il treno allora!”.

e dopo venti minuti “alienooo!!! ce l’ho fatta. ci sono… vienmi a prendere!!!”.

sono andato nella casa di alex ed ho incontrato i suoi coinquilili ed i loro amici. mi sono autoinvitato alla cena in onore della partenza di uno di loro. ahhh… una buona cena a base di affettati, gnocchetti, melanzane e salsicce. tutto particolarmente piccante, ma dopo aver mangiato solo cioccolato negli ultimi due giorni mi andava piu’ che bene!

la notte l’ho passata li’.

stamattina alex mi ha accompagnato al bus stop e son venuto in citta’. ho dato un occhio ad un paio di backpackers e… azz… che puzza, e che casino. e si avvicina un weekend lungo, quindi sarebbe meglio prenotare.

alla fine sono arrivato al globe, dove mi hanno offerto un dormitorio da 8 a 138 dollari a settimana. non mi sembra male, ma vogliono che paghi anche 23 dollari di prenotazione, ed io li ho mandati affanculo. domani torno, sperando che il letto sia ancora disponibile.

il fatto e’ che devo passare un mese a perth prima della partenza, e di lavorare per 3 settimane, nonostante la voglia, e’ difficile. chi ti prende?

mi piacerebbe visitare un paio di posti giu’ a sud, ma sembra che non ci sia gente in partenza alla quele aggregarsi. sono un pelettino “stuck” insomma… vedremo.

carnavon, shark bay, kalbarri national park

Settembre 22, 2007 by bonnieandclyde

dunque…

dopo il fishing trip, ho passato due giorni a carnavon… nella pallosissima carnavon, che se non c’erano monia e un ragazzo veneziano di cui non ricordo il nome a farmi passare il tempo, avrei ammazzato tutti. mi hanno scagazzato il cazzo all’infinire in ostello: “e metti a posto, e non lasciare cagate in giro, e non far rumore”. uff… che palle!

mercoledi’ mattina alle quattro ero alla fermata della greyhound a prendere il bus che mi avrebbe portato a monkey mia. quattro fottute ore di ritardo! il prossimo che si lamenta della dolomitibus lo ammazzo :)

fortuna che ho passato il tempo a chiaccherare con una bella ragazzina di taiwan. se non fosse che lei non parlava inglese, direi che la conversazione sarebbe stata entusiasmante :D

alla fine siamo partiti alle otto e venti e alle dieci e venti eravamo all’overlander roadhouse, dove lo shuttle mi stava aspettando. essendo l’unico cliente greyhound che voleva andare a monkey mia, ho iniziato a pensare che il posto non sarebbe stato sto granche’…

siamo arrivati prima di mezzodi’ ed ho preso alloggio nelle mie stanze (ma che cagate dico?). dentro c’era solo un ragazzo |(36 anni) tedesco che mi ha detto di essere rimasto solo in camera (da 7) per tre giorni.

ma monkey mia mi e’ piaciuta. e’ un resort, con campeggio, backpacker o hotel, con un supercostosissimo supermarket, il bar, ristorante e tutto quello che ci si puo’ aspettare. il pomeriggio l’ho passato a mangiare nutella, dormire e suonare la guitar.

il mattino di giovedi’ mi sono svegliato alle sette per andare a vedere i fu**ing dolphins; ti dicono di essere li’ alle sette e mezza, ma se arrivi prima ti prendi il posto migliore.

in pratica ci sono queste tre delfine (ok, chiamiamoli “delfini femmine”) con i loro piccoli; un totale di 10 delfini che per tre quarti d’ora e piu’ danno spettacolo, girandoti attorno alle gambe, saltando, mettendosi di schiena e roba del genere. a me e’ piaciuto molto. il finale consiste nell’approvvigionamento alimentare dei fottuti animali che, saziata la pancia, se ne vanno pei cazzi loro… salvo tornare dopo venti minuti per scroccare altro cibo!!! e cosi’ tutti i giorni!!! voglio diventare un delfino!!!

a mezzogiorno ho ripreso lo shuttle che mi ha portato in giro per shark bay. il tour l’ho pagato 70 dollari (eccessivi, lo so, ma non avevo altro da fare). eravamo: io, l’autista, una bella ragazza inglese di bristol e due italiani, venuti in giornata da perth e ripartiti a meta’ tour con l’aereo per tornare a perth e prendere un ulteriore aereo per ayers rock: bel modo di buttare via i soldi, ma c’e’ chi puo’…

abbiamo visitato denham (grazioso paesotto, ma niente di che), eagle bluff (bella veduta dell’isola dall’altra parte della terraferma, davanti a denham), shell beach (una spiaggia di decine di chilometri fatta esclusivamente di piccolissime conchiglie, molto bella), nanga bay (inutile) e, compreso nel prezzo, un tour di ocean “qualcosa”, cioe’ una carrellata di pesci locali, compresi gli snapper fishes, tiger shark e targarughe (davvero molto ben tenuto ed interessantissimo). siamo tornati in ostello alle quattro, giusto il tempo di approfondire la conoscenza della bella ragazza inglese :)

la sera, essendo che il mio dormitorio era libero, ho ben pensato di invitarci la bella emily, ma poi i miei compagni di stanza mi hanno invitato a bere e giocare a biliardo ed io non ho detto di no. sono semplicemente un coglione. emily non mi ha nemmeno voluto lasciare il numero di telefono!

il mattino successivo (ieri) sono partito verso le quattro alla volta dell’overlander, per prendere il bus verso kalbarri. ritardo di un’ora e mezza della coincidenza (vaffanculo doppio), ma alla fine sono arrivato verso le undici e mezza in ostello.

ho prenotato il tour del parco nazionale, ho ripreso la mia nutella e sono andato in camera. dopo due ore facevano il loro ingresso in ostello i due deficienti bevitori che mi avevano fatto saltare la trombata con emily! mi son fatto una bella risata e… ho offerto loro una birra, ovviamente :) dopodiche’ ho ripreso la mia chitarra e sono andato a suonare nel parco.

ieri sera sono stato in ostello a guardare la prima semifinale di football australiano e… devo dire che inizia a piacermi parecchio, anche se non lo capisco, proprio adesso che sto per lasciare. e’ molto meglio del calcio… piu’ veloce, senza interruzioni, con piu’ goal e meno tuffi…

stamattina alle otto ho preso lo shuttle che mi ha portato nel kalbarri national park. l’eta’ media nel bus era 73 anni credo, ma mi sono davvero divertito con questi seguaci di cocoon: ognuno mi sfiorava e diceva “non avevo mai visto un italiano… un backpacker italiano intendo…”. sembra che tutti loro fossero stati in italia! in compenso io ero l’unico ad aver visto cosi’ tanto dell’australia…

abbiamo visitato sia loop lookout che z-bend e devo dire che val la pena di darci un occhio. abbiamo visto e fotografato anche un “tony monster”, vale a dire un animale splendido che vive nel parco. seguiranno foto.

tornati in citta’, ho pranzato ed ho noleggiato la bici. ho fatto un bel giro di una dozzina di chilometri a vedere le scogliere a sud di kalbarri e devo dire che sono splendide. qui la popolazione sta crescendo a vista d’occhio. erano 1500 l’altr’anno, sono 2000 quest’anno. ci credo: questa cittadina e’ davvero unica, con il mare, il parco nazionale, le scogliere, il bel tempo, sempre ventilato… un paradiso. qui ci si viene per rilassarsi.

dimenticavo di dire che ieri sera e’ arrivato un tipo in ostello urlando “chi vuole un passaggio per perth?”. indovina indovinello… domani alle otto saro’ pronto. credo di arrivare a perth a meta’ della settimana prossima; alieno prepara il basso!

elizabeth maria ii 2: il ritorno, i soprusi e la vendetta finale

Settembre 16, 2007 by bonnieandclyde

per la serie “col cazzo che ci torno nell’oceano indiano”, vi presento… me stesso, ovvero la ridicolizzazione dei propri principi!

il giorno dopo essere tornato dal primo viaggio e dopo aver smaltito il malessere, sono andato da andy (il capitano) a farmi firmare i moduli per l’extention del visto. lui mi ha detto “vuoi lavorare anche oggi?” “perche’ no?”.

un paio di birre, un altro paio di birre, un altro paio ancora… dopo un po’ andy arriva e mi fa “hey, ragazzo, davvero, non ci puoi abbandonare cosi’. e poi se ci va bene ti becchi 1000 dollari in tre giorni!”

ora. io non sono un che guarda al denaro, ma ho fatto due conti. 1000 dollari non sono pochi soldi. se avessi preso le pastiglie dall’inizio forse non sarebbe andata cosi’ male e poi… per tre giorni!

ma soprattutto era una questione in bilico fra il mio orgoglio e i miei principi: l’orgoglio mi diceva che non bisognava ritirarsi alla prima difficolta’, il principio mi diceva che, dato che non ero stato soddisfatto del mio lavoro, dovevo tornare e rimediare.

“ok. partiamo”. una telefonata a casa per dire che sarei tornato martedi’ e sotto col lavoro.

mai decisione fu fonte di tanti pentimenti.

la domenica non siamo partiti perche’ “partiremo domani mattina”.

e nemmeno il lunedi’ siamo partiti perche’ “partiremo domani mattina”.

il martedi’ mattino siamo partiti. e l’umore era a terra. nei due giorni precedenti non avevano fatto altro che parlare di soldi soldi e soldi e lavoro lavoro lavoro. mi sembrava di essere tornato in italia e mi stavo rendendo conto di aver fatto un errore ad essere tornato li’, ma tant’e', ormai c’ero.

un delfino ci ha salutati alla partenza (e l’ho fotografato stavolta!) ed una splendida alba ha fatto da contorno a quello che rimarra’ sicuramente il mio ultimo viaggio su quella nave.

il martedi’ e’ stata soprattutto giornata di viaggio. quasi lo stesso percorso dell’altra volta, con altre trappole da mettere in mare e l’obiettivo di raccogliere quanti piu’ granchi possibili. ma io non sapevo che quello era il primo viaggio dei miei colleghi in quelle acque e di preciso nemmeno loro sapevano dove andare. delle 60 casse che pensavamo di riempire, ne abbiamo riempite tipo 22… altro che 1000 dollari.

il viaggio e’ stato un disastro. abbiamo ritardato il ritorno prima al venerdi’, poi al sabato ed infine alla domenica. io, gia’ mercoledi’, avrei rinunciato a qualsiasi compenso pur di non veder piu’ quella gente!

non tanto per il capitano, dico. lui e’ una brava persona, un po’ nervoso ogni tanto, ma mai con me, che stavolta ho sempre fatto il mio dovere e senza patire il mal di mare (oh, quanto funzionano quelle pastiglie!). ma gli altri due…

il primo, josh, c’era anche nell’altro viaggio. il secondo, rob, e’ un mezzo aborigeno che ha un cervello da gallina.

josh non faceva che dirmi “se fai cosi’ non prenderemo neanche un granchio, se la trappola tocca il grasso non prenderemo neanche un granchio, se non mi ascolti non prenderemo neanche un granchio…”, il secondo invece parlava con un accento assurdo e dovevo sempre chiedergli di ripetere, cosi’ lui si incazzava e a volte cercava di colpirmi con tutto cio’ che aveva in mano. ad un certo punto mi son girato e gli ho detto che la prossima volta che mi toccava gli avrei sputato in quella sua fu**ing faccia! si e’ calmato, ma per soli dieci minuti.

giusto per raccontarvi due aneddoti…

il primo. vi spiego… eravamo in mare aperto ed abbiamo agganciato un peso ad una corda e l’abbiamo buttata in mare. ritirandola col mulinello questa si annodava attorno ad un argano. josh stava facendo funzionare l’argano troppo velocemente ed il peso e’ saltato sulla barca rimbalzando e colpendomi il piede non facendomi niente di male. io ho guardato josh come per dirgli di stare attento e mi son sentito dire “ecco,vedi? e’ colpa tua! perche’ io devo fare il mio lavoro e controllare che tu faccia il tuo propriamente!” “hey, josh, ci sono delle priorita’ da rispettare… la vita della gente e’ una di queste!”

il secondo. vi spiego come funziona… io prendo le trappole una ad una e le passo a rob che le aggancia alla corda. andy fa andare avanti la barca e josh tiene il freno dell’argano quando giunge il momento di agganciare la trappola. ad un certo punto rob mi fa “hey, matt, che cazzo hai fatto?! hai messo del grasso sulle trappole! ma sei scemo?” e io “certo rob, ho messo del grasso delle trappole cosi’ per sabotare la missione di pesca” e josh “hey stupido, guarda che era una domanda seria!” e io “ma come cazzo fai a pensare che io possa mettere il grasso nelle trappole? che non so nemmeno dove sia questo cazzo di grasso! sei ancora sicuro che fosse una domanda seria?!”

oltre a questo ci sono stati altre mille momenti di conflitto, verbale o con gesti ed occhiate. e’ stato un inferno.

vorrei aggiungere che i pasti non sono stati niente di particolare. quando abbiamo mangiato carne, sembrava di mangiare aglio e cipolla aromatizzati al manzo di seconda categoria, ed un giorno abbiamo lavorato cosi’ tanto che ho avuto il tempo di consumare esattamente un the, un caffe’ e un panetto di pane con burro di arachidi!!!

ma ieri sera mi sono preso la mia rivincita.

ecco, se siete un po’ deboli di cuore e soprattutto di stomaco e’ meglio che smettiate di leggere in questo momento, perche’ sta per iniziare una delle parti piu’ disgustose di tutto il mio blog.

verso le nove e mezza andy mi ha detto “vai a dormire, che ti dovremo svegliare per far da vedetta” (come tutte le notti, e mi sono sempre stati attribuiti i turni piu’ lunghi ed in mezzo agli altri, cosi’ da disturbare sempre il mio di sonno!)

ho realizzato cio’ che dovevo fare. avevamo appena mangiato tre granchi appena pescati ed io sono sceso nell’accomodation di 9-10 metri cubi. mi sono messo in soli pantaloncini. non mi ero lavato i denti ed ho sperato di avere un pessimo alito che puzzasse da granchio. le mani mi puzzavano da pesce. ho alzato le braccia facendo uscire dalle ascelle uno stomachevole odore di tre giorni di “niente doccia perche’ abbiamo poca acqua”. i capelli, un po’ lunghi, portavano il sudore di alcuni giorni. stavo sudando perche’ non avevo attaccato la ventola. ma soprattutto avevo lasciato i piedi nudi scoperti, e quei piedi erano stati nudi tutto il giorno dentro a degli stivali di plastica. sono svenuto nel giro di pochi secondi.

mi sono svegliato poche ore piu’ tardi ed ho notato che l’odore era un po’ cambiato. josh aveva spruzzato tanto deodorante e profumo da creare una nuova arma di distruzione di massa.

alle 4 sono stato alzato per far da vedetta ed ho ben pensato di riportare la mia maglietta del giorno precedente nell’accomodation. stavo godendo!

stamattina, quando gli altri si sono alzati a far colazione, mi e’ stato chiesto che cavolo mi fossi messo addosso per puzzare cosi’. “eh, succede… d’altra parte, non si doveva tornare tre giorni fa?” ci abbiamo scherzato su.

tornati sulla terraferma ho dato ancora una mano a ripulire la barca, solo che me la sono data molto comoda, tanto da far diventare rob tutto rosso, perfino negli occhi. ormai pensavo che stesse per piangere.

non credo di averci fatto tanti soldi con questa avventura, ma almeno ho raggiunto la soglia dei tre mesi di farm senza barare e questo mi consente di chiedere l’estensione del mio visto. ho ancora cinque anni per pensarci. nel frattempo spero di non rincontrare altre persone come quelle che c’erano in viaggio con me!

ora sono a carnavon, e mi sono fatto una doccia. tutti quelli a cui ho chiesto un parere, mi hanno fortemente sconsigliato di andare a perth in bicicletta. i roadtrains sono un vero pericolo sulla west coast. me la faro’ in autobus.

domani lavero’ tutto quello che mi rimane e mercoledi’ mattina alle quattro penso di prendere la prima corriera per shark bay. come che non avessi visto abbastanza balene, squali e delfini in questi giorni…

elizabeth maria ii

Settembre 8, 2007 by bonnieandclyde

son tornato. son vivo. son contento. e non ci torno neanche a mazzate! vaffanculo che torno in mezzo all’oceano indiano in burrasca cazzo!

ok. dai, ci sono.

alla fine siamo partiti mercoledi’ pomeriggio, io, glen, josh e andy (il capitano). le prime ore di viaggio sono state semplicemente fenomenali!!! siamo partiti dal porto di carnavon verso le quattro, abbiamo avvistato una dozzina di balene (c’e’ gente che paga 160 dollari per fare lo stesso) una delle quali ci ha anche spruzzato con la coda bianca e nera in faccia. prima che diventasse buio ho anche avvistato un delfino. abbiamo cenato a base di carne di maiale con pure’ e verdura, bevendo la birra analcolica kirsk, che praticamente e’ tamarindo con tantissimo zucchero. dulcis in fundo abbiamo guardato jackass2 con il lettore dvd portatile del capitano.

alle 8 mi e’ stato consigliato di andare a letto “perche’ domani ti dovrai svegliare presto”. ok.

alle 11 il capitano ha svegliato glen per guidare (il viaggio durava 12 ore, siamo andati a 90 miglia dalla costa, a nw di carnavon) ed io ho deciso di alzarmi per vedere come funzionava.

praticamente si sta tre ore a testa a controllare che sul radar non ci siano cose strane o non ci siano luci attorno.

purtroppo verso mezzanotte il mare ha iniziato a muoversi. io ero seduto ed all’inizio non sentivo nessun malessere, ma col passare delle ore iniziavo a sentire “il mare”.

all’una e’ stato il turno di josh, dato che glen non si sentiva bene. io intanto ho pensato di farmi un sonnellino sui divanetti della cabina.

alle quattro l’annuncio: “hey, matt, ora guidi tu. te la senti?” “si’, certo”.

gli occhi mi si stavano chiudendo ed il malessere aumentava. verso le cinque ho iniziato ad appoggiarmi in qualsiasi posto e tenere gli occhi chiusi, dando un occhio ogni tanto al radar, sperando di non investire nessuna nave cargo!

alle sei e mezzo il capitano mi fa “hey, matt! tu stai dormendo! non puoi dormire, la nave e’ nelle tue mani cazzo!” “no, tranquillo, non stavo dormendo, ho controllato la situazione un minuto fa!”

il capitano si e’ alzato ed ha preso il controllo della nave. io stavo gia’ di merda.

alle sette si sono alzati tutti ed e’ stata servita la colazione. glen e’ uscito a vomitare, io gli sono andato dietro. alla fine, in tutto giovedi’, ho ingerito mezzo bicchiere d’acqua e that’s it!

ho vomitato quattro volte. la prima volta la cena della sera precedente, le altre solo succhi gastrici. nel frattempo cercavo di dare una mano a costruire le gabbie per la caccia al granchio. ce la facevo piuttosto bene, nonostante il malessere. glen invece aveva dato gia’ forfait rinunciando a qualsiasi stipendio. giu’, a dormire. e noi, in tre, a lavorare per quattro, ed io non avevo mai fatto quel lavoro.

nel pomeriggio abbiamo gettato le gabbie in mare. ogni volta che mi si chiedeva “vuoi mangiare qualcosa?” io rispondevo “no, senno’ vomito tutto”.

la sera abbiamo finito di preparare la seconda “tranche” di gabbie da buttare a mare l’indomani.

andato a dormire prestissimo, non sono stato svegliato. non ce n’era bisogno, dato che non ci saremmo mossi.

l’indomani ho fatto colazione con un bicchiere di the e, ancora sottosopra, ho sopportato il viaggio verso il punto dove saremmo dovuti essere; nella notte la burrasca ci aveva spostati di qualcosa tipo 2 miglia l’ora, o roba del genere. ma ieri, almeno, il mare non era cosi’ impazzito come giovedi’.

sono riuscito a dare una gran mano agli altri, a gettare le gabbie e a preparare le altre corde. ragazzi, che freddo che fa li’ fuori. c’e’ un vento che ti porta via. non so come oliveascolane abbia fatto a lavorarci una vita su quei trabiccoli!

abbiamo avvistato degli squali ed una medusa. mica un buon segno, dico io…

ma mi sentivo meglio. non avevo bisogno di vomitare e, davvero, sentivo la fiducia di tutti.

ieri sera abbiamo finito di annodare le corde alle nove e mezza. il mio stomaco mi ha dato un ultimatum ed io l’ho saziato con tre biscotti ed una cocacola.

stamattina sono stato svegliato alle quattro per il mio turno alla guida e devo dire che ero sveglissimo e stavo molto bene. se la volta precedente non avevo svegliato il capitano per non romperlgi le balle, stavolta mi son rifatto…

dapprima gli ho fatto “andy, andyyy! stiamo andando fuori rotta” “no, tranquillo… ecco fatto, sistemato”

poi, vedendo come aveva fatto a sistemare la rotta, ho provato a fare lo stesso. “pilota automatico, gira quel bottone” BIBIBI! “cazzo!!! bottone sbagliato” “hey, matt, cos’era?” “cosa? no niente… tu senti le voci andy…”

cape range national park, coral bay, addio “poiana”, benvenuto lavoro

Settembre 5, 2007 by bonnieandclyde

si’. e’ come state pensando. e’ un addio.

comunichiamo con cordoglio la morte di “nilla l’aspida”, conosciuta anche come “la poiana” e “la bananauto”, nota alla polizia come “ford falcon xe 1983 6 cilindri”. il decesso e’ venuto “sul colpo” due giorni fa, 90 chilometri a nord di carnavon, sulla statale. la piange il suo compagno d’avventura, nonche’ vostro umile narratore.

ok.

lunedi’, dopo aver lasciato exmouth, mi sono fermato a dare un occhio al cape range national park.

ci sono due percorsi che rientrano verso il range, e dato che il primo era un po’ sconnesso e non volevo rischiare la falcon, sono andato subito al secondo lookout. praticamente si prende una strada panoramica per 11 chilometri e dalla cima del range si hanno splendide vedute sia a est che ad ovest, ma soprattutto si vede il canyon. una figata.

dopodiche’ mi sono diretto a sud e mi sono fermato a coral bay, che definirlo un villaggio e’ gia’ tanto. e’ solo turismo, e ci credo! dico… l’acqua e’ paragonabile a quella di lake mckenzie (fraser island), c’e’ la barriera corallina, ci sono un casino di costosissimi yachts e la spiaggia e’ piuttosto figa. giusto il tempo di farmi il bagno e pranzare e mi sono rimesso in marcia.

ho ricaricato di gas a miniylia roadhouse ed ho iniziato quello che sarebbe stato l’ultimo mio viaggio da possessore di un’auto in australia.

avendo il minimo scombussolato (tipo 1500 giri!) ed il contachilometri fuori uso (regalo del problema alla batteria) ho iniziato a viaggiare ad una velocita’ che presumo fosse 80-90 chilometri all’ora. ad un certo punto avevo dietro due camion e davanti una curva che non finiva piu’. ho deciso di farmi un po’ di sterrato in parte alla strada (bell’italiano…) e lasciar passare i bisonti.

ad un certo punto un lampo: un ponte che passava sotto la strada, col cordolo di cemento che spuntava. nemmeno il tempo di dire “a…” che un pauroso boato sconvolgeva i pistoni della falcon.

ho continuato per un altro chilometro con la falcon che, agonizzante, gridava tutto il suo dolore. dopodiche’ il sogno e’ finito. olio dappertutto, la marmitta staccata.

ho dato tutti i miei dati ad un paio di persone che giungevano una da nord ed una da sud chiedendo loro di telefonare alla rac (aci) appena vi fosse stata copertura: io la falcon non l’avrei lasciata li’ da sola.

nel frattempo un altro tizio e’ arrivato e mi ha tirato in una zona un po’ piu’ sicura, su un rettilineo. mi sono messo a impacchettare tutto, a buttar via tanta roba inutile (chi ha bisogno delle mutande e dei calzini?) e ad aspettare il carro attrezzi.

dalle quattro e venti, nel mezzo del nulla, sono arrivati verso le sette meno un quarto, quando io gia’ mi stavo apprestando a farmi la cena.

caricata l’auto sul camion, siamo arrivati a carnavon dopo un’ora. “ma c’e’ un wrecker a carnavon?” “tranquillo, non sei mica il primo con problemi del genere…”.

ho chiesto ed ottenuto di dormire nella macchina per l’ultima volta, con il camion dentro al recinto dell’officina.

il mattino seguente (ieri) mi son svegliato quando sono arrivati i capi. “quest’auto e’ troppo vecchia, i pezzi non li vuole nessuno. ti tocca darla ad un demolitore”.

ho tolto la targa, mi sono tenuto le chiavi e l’ho abbandonata, ancora sul camion. non ci ho tirato una lira, ma pensando che l’ho avuta per nove mesi e l’avevo pagata mille dollari, non posso che essere nonostante tutto soddisfatto.

un meccanico mi ha portato in un ostello ed io mi sono subito messo a cercare la maniera di andarmene da carnavon (volevo vedere i blowholes, ma sono a 70 chilometri da li’).

mi sono informato per noleggiare un’auto. mi hanno chiesto entrambi i reni! 72 dollari al giorno piu’ tasse, e 25 centesimi per ogni chilometro oltre i 500mo. praticamente, per averla per cinque giorni, devo sborsare 540 dollari + 25 centesimi per circa 700 chilometri. no way!

con la greyhound invece mi costera’ 248 dollari con le fermate a denham, monkey mia, kalbarri e geraldton, che sono gli unici posti che davvero mi interessano da qui a perth (il percorso fioristico mullewa-moora salta). sara’ la mia scelta.

nel frattempo mi sono informato per un lavoro e quelli dell’ostello mi han chiesto di tornare verso le sei di sera.

a quell’ora mi sono presentato alla reception e dopo mezz’ora stavo parlando col capitano di un peschereccio che doveva salpare la scorsa notte.

ho dormito in barca, ma stamattina mi sono ritrovato di nuovo a carnavon! partenza rimandata di un giorno, ma intanto ho conosciuto l’equipaggio: tre giovani lupi di mare che non si faranno problemi a buttarmi ai pescecani se non rigo dritto!

il programma e’ quello di andar fuori per 2-3 giorni, cosi’ si renderanno conto se posso farcela. se tutto andra’ come dico io, torneremo per ripartire il giorno successivo o due giorni dopo per piu’ giorni. mi mancano 10 giorni per estendere il visto: questa e’ l’occasione ideale.

e poi non vedo l’ora di poterglielo mettere in quel posto ad andreanord dicendogli “e adesso chi e’ il vero mozzo?”

vi diro’ com’e’ andata quando tornero’ sulla terraferma.

80 miles beach, karijini national park, ningaloo marine park

Settembre 3, 2007 by bonnieandclyde

“ha ancora 10 giorni di vita, mi dispiace”.

questa frase non e’ messa li’ a caso. non si riferisce a nessuna persona, a niente di davvero importante. a meno che la mia macchina non sia davvero cosi’ importante per qualcuno dei lettori… sigh.

giovedi’ scorso ho lasciato broome. dopo una cinquantina di chilometri sull’autostrada sono stato fermato da una volante della fottuta polizia australiana. “alcohol test” “eh, te pareva!” ho mostrato gli altri affari di plastica dei due controlli precedenti e mi sono messo a sorridere. uno dei due agenti mi faceva il controllo, l’altro cospirava verso la mia auto.

“hey, amico, le ruote sono un bel po’ lisce” “eh, gia’, ma ne ho due di scorta. se vuole le cambio anche immediatamente!” “gia’, ma qua ce ne sono quattro da cambiare. ed il parabrezza? e’ rotto… che si fa?” “eh, sara’ mica un problema, e’ un anno che e’ cosi’….” “vedi, in western australia pretendiamo molto sulla sicurezza stradale e questa macchina non e’ sicura”.

iniziavo a scaldarmi.

“ok, facciamo cosi’: voi mi lasciate andare e a port hedland cambio le gomme ed il parabrezza. dai… devo vendere la macchina fra due settimane…”. “due settimane? mah… il problema e’ che chissa’ come e’ conciato il motore..” “no, macche’… il motore e’ un gioiello! questa macchina vivra’ per sempre” “ah si’? possiamo dare un’occhiata?”.

li’ la condanna a morte era gia’ scritta.

“devo aprirlo con questo filo perche’ non si apre dall’interno” “cominciamo male ragazzo…”.

e sempre lo stronzo “dov’e’ il coperchio dell’olio dei freni? e’ pericolosissimo girare senza!” “no, ma tranquillo, e’ un anno che e’ cosi’. e guarda… nemmeno una perdita” “e’ pericoloso lo stesso! e la batteria… guarda, si muove tutta! no, questa macchina deve essere ricontrollata! ora ti metto…” “… l’adesivo, no, l’adesivo no!”.

fottuto adesivo. si tratta di un quadrato giallo che ti appiccicano all’auto. solo i meccanici sono autorizzati a staccarlo (ovviamente lo potrei fare anch’io). se ti beccano a staccarlo ti fanno 600 dollari di multa e se non paghi il tuo paese lo vedi solo sulla cartina geografica.

“hai dieci giorni per far controllare la macchina. ah, e, a proposito, ti mancano anche i vetri ai fari. e dimenticavo… quel filo che usciva dalla batteria, sara’ mica quello degli anabbaglianti?” “no, macche’…” “non voglio controllare, dato che so di aver ragione” “(in effetti…)”.

risultato: la mia macchina deve essere portata da un meccanico autorizzato per un controllo generale entro il 10 settembre (mi hanno dato 11 giorni in realta’, si son sbagliti). per metterla a posto ci vorranno tipo 1500 dollari ed io devo arrivare a perth entro quella data per venderla ad uno sfascia-carrozze. il comitato “salviamo-la-falcon” e’ totalmente inutile!

e per fortuna che non hanno controllato le frecce, il clacson, gli stop…

il risultato e’ che mi son detto “d’ora in poi viaggio di notte pur di vedere tutta la west coast!”.

mi sono rimesso in marcia. mi sono fermato tipo cinque minuti ad 80 miles beach, giusto per vedere come la natura, senza case attorno, sia cosi’ bella. una spiaggia incontaminata, con soli turisti a passeggiare, e tutt’attorno un caravan park, per 200 chilometri di raggio attorno! fenomenale.

mi sono rimesso in marcia, facendomi un panino mentre mangiavo. la macchina non e’ un problema, ma il guidatore lo e’, e tutto questo perche’ quei due figli di puttana mi hanno fatto incazzare. non c’era nessun problema per le strade australiane: ora invece si’. ringraziate la stradale australiana!

sono arrivato a port hedland al tramonto. volevo godermi lo staircase ma non sapevo dove andare. trovato il posto, ho notato che non c’era nessuno a guardarlo. “e allora fanculo lo staircase!”.

mi son fatto i 260 chilometri che mi dividevano dall’auski roadhouse al buio. la luna intanto era sorta, ed era rossa come la sera precedente. sono arrivato ad un punto in cui stavano bruciando la foresta. il fumo, il fuoco, la luna rossa. tutto sembrava un rito magico, in una terra aborigena. mi stavo cagando addosso.

arrivato a 40 chilometri dall’auski mi sono fermato per la notte, quasi piangendo all’idea di dover lasciare la falcon da li’ a 10 giorni.

il mattino sono ripartito all’alba.

sono entrato nel karijini dopo aver rifornito all’auski. ma ho ottenuto le mappe soltanto alle nove, dopo che avevano aperto il visitor center. poco male… non avevo pagato l’entrata.

mi sono diretto al primo gorge (arrivando da est). sono andato giu’ giu’ giu’ fino alla pool. il karijini mi aveva gia’ conquistato.

il karijini potrebbe essere stato disegnato da un pittore cubista. tutto e’ perfettamente squadrato. le cascate scendono dagli ancoli dei piani di questo immenso gorge. e’ favoloso.

lasciata la prima cascata e la prima pozza, con acqua freddissima, mi sono diretto verso sud, camminando, verso le fortescue falls. il percorso e’ favoloso. bisogna bagnarsi un po’ i piedi, ma quando si arriva alle cascate la visuale e’ magnifica. c’era poca gente, ma ancora l’acqua non era della temperatura per un bagno nudi. alcune foto, alcune altre foto ad altre cascate e poi di ritorno alla macchina.

“ricordati di mostrare l’entry pass”. questo mi avevano scritto in un bigliettino appoggiato sul parabrezza. “vaffanculo! chiedilo alla polizia”.

sono andato al successivo gorge e nel frattempo ho imboccato la strada sterrata. non sapevo quanto male avrebbe fatto in seguito alla poiana…

arrivato al gorge, ho pranzato e sono andato giu’. trenta metri di discesa e poi ancora lungo il gorge. ancora splendido, senza nessun percorso. dovevo soltanto camminare quanto volevo, lungo il gorge. mi sono fermato soltanto quando l’acqua nel mezzo era cosi’ tanta da volermi far annegare per proseguire. a quel punto sono tornato indietro e mi son goduto le cascate.

ripresa la macchina sono finito al gorge successivo (lo so, faccio schifo, ma sono di corsa e non ho tempo di controllare i nomi). un paio di buoni lookouts e niente piu’. li’ ho incontrato una figa paurosa (col moroso) che mi ha consigliato di andare all’ultimo gorge e sfidare me stesso. gio’, l’amico del musicomane, gia’ mi aveva parlato di quella parte del parco nazionale.

si tratta di due percorsi dove il livello parte dal 4 ed arriva al 6 (per capirci, al 6 ti servono corde e abilitazioni particolari).

mi sono goduto prima l’oxers lookout, tanto bello quanto non-fotografabile per l’avversa posizione del sole, e poi mi sono avventurato.

il percorso a nord e’ favoloso. camminando, ci si trova davanti ad una pozza che bisogna attraversare. e l’acqua non e’ certo calda, anche se dopo un po’ non e’ cosi’ male. sono entrato in acqua e l’ho attraversata. era la fine del livello 4. iniziava il livello 5 e non c’era nessuno oltre a quel punto. il problema e’ che il livello cinque iniziava in un buco che sembrava quello di uno spazio temporale dei film. non si vedeva la fine. solo questo buco, questo tunnel nella parete che proseguiva a spirale verso la fine del gorge. con la macchina fotografica in bocca mi sono inserito in questo buco (azz, era un pezzo che non ne vedevo…). l’acqua era sempre piu’ profonda. e a quel punto c’erano solo due possibilita’: o tornavo indietro, o proseguivo con la sola forza delle mani, aggrappandomi alla parete e rimandendo abbastanza a galla da fare in modo che marsupio e macchina fotografica non si bagnassero. ovviamente ho scelto la seconda.

e’ stato complicato arrivare alla fine (una quindicina di metri). non ero abituato a queste sfide. la maniera migliore sarebbe stato semplicemente nuotare, ma bagnare la camera sarebbe stato un suicidio. e a quel punto iniziava il livello 6.

il tempo di fare un po’ di foto e di dirmi “secondo me ce la si puo’ fare, ma senza fotocamera e telefono!” che due ragazzi arrivavano dietro di me. un veloce scambio di parole “vieni con noi?” “quanto mi piacerebbe… ci siete gia’ stati?” “si’, abbiamo fatto tutto il giro, senza corde, abilitazioni, casco, scarponi e cazzate” “ci avrei scommesso. ma non posso. devo ricominciare il mio viaggio e devo ancora finire di visitare il gorge” “peccato amico. di la’ non e’ affatto male, buona fortuna” “grazie (ma che nervi)”.

tornato indietro, ho visitato il gorge sud. la parte piu’ bella e’ lo spider-walk, una camminata a ragno fra due pareti. non per molto, forse per venti metri. che figa!

il livello 6 inizia quando due pozze consecutive appaiono: in una di queste due pozze e’ morto un ragazzo qualche anno fa, quando una piena d’acqua e’ arrivata mentre lui stava cercando di aiutare un altro ragazzo in difficolta’. succede. bisogna stare attenti e pensare che stiamo mettendo in pericolo non solo la nostra vita, ma anche quella altrui. ma quando c’e’ lo stimolo, e’ difficile fermarsi.

ma io ho preferito fermarmi qui. sulla via del ritorno il sole era in posizione per alcune foto splendide che vi faro’ vedere quando… avro’ un po’ di tempo!

ho lasciato il karijini in serata, dopo essermi ancora divertito sulla strada sterrata. il programma era andare a visitare l’ultima parte il giorno successivo, dopo aver ricaricato di gas a tom price. dopodiche’ avrei proseguito verso nord visitando anche il millstream national park. ma le cose sono andate diversamente.

sulla strada per tom price ho visto un cartello “lookout” ed ho girato a destra. arrivato, ho notato che il lookout non era niente di particolare, ma c’erano centinaia di pietre con scritto il nome di gente deceduta, che qualcuno aveva lasciato in loro memoria.

commosso, ho scritto il nome della mia professoressa di stenografia su una roccia (la poiana si chiama come lei, nilla de boni) e l’ho lasciata li’.

lasciato il lookout, nilla e’ morta. incredibile, quando dici “il caso”.

e “il caso” volle che, verificando dove mi trovassi per chiamare soccorso, quello fosse il “r.i.p. lookout”. “il caso”, eh?

un fumo bianco stava uscendo dal motore. le luci rimanevano accese, la freccia di destra pure. e tutto cio’ anche se la chiave era stata tolta. la batteria mi aveva abbandonato.

spinta l’auto fuori strada, ho cercato di fermare qualcuno. il primo: niente. il secondo” niente.

un camion con un omone che stava tornando a casa si e’ poi fermato “hey, amico, ho l’auto in panne. il tuo cellulare funziona per chiamare l’assistenza?” “beh, funzionava cinque minuti fa, se vuoi ti porto indietro. ma posso dare un occhio alla macchina?” “certo!” “ah, vedo che sei stato fermato dalla pulizia, ahaha” “(ahaha, stronzo!)”.

quell’omone mi ha salvato. ha dato un ochcio al motore ed ha sentenziato che “qua c’e’ un casino, ma se riesco a fissare la batteria forse riparti”. dopo cinque minuti la poiana era di nuovo in moto, con la freccia di destra continuamente accesa, e stava andando verso tom price.

il tipo mi ha mostrato dov’era un meccanico e se n’e’ andato. quell’uomo e’ un grande (anche in senso fisico!).

l’unico problema e’ che dovevo scollegre la batteria, altrimenti la fottevo. detto-fatto.

il mattino dopo, dopo aver ricollegato la batteria, sono andato dal meccanico che mi ha detto “ti costera’ 500 dollari e non lo faro’ prima di 7 giorni” “ok. ciao e grazie”.

ho tolto le lampadine da entrambe le frecce di destra e sono ripartito, sperando di raggiungere almeno la west coast per trovare un passaggio.

arrivato al nunatarra roadhouse ero ormai sulla main road della west coast (bella frase, eh?)

ricaricato di gas, ho deciso di prendere la via verso nord e raggiungere exmouth. era ormai sera ed avevo deciso di andare a dormire da qualche parte.

ascoltando il consiglio di gio, ho preferito non andare in luoghi isolati ma dormire davanti al lodge vicino alla pedonale. ma che fame! non avevo mangiato nulla. cosi’ sono andato in centro a vedere il paese (1500 anime) e farmi un hamburger.

exmouth e’ davvero bellino come paese, dove la gente e’ cordiale, ti saluta e sembra vivere in maniera lentissima, godendosi la vita.

mi sono fatto un hamburger da un ambulante. “dovrai aspettare 20 minuti”.

“posso sedermi?”

che bella. era una ragazza austriaca (la prima austriaca in australia :) che stava aspettando il suo panino.

“ci mancherebbe! aspettare un panino e’ una buona maniera per socializzare”.

sara’ stato anche vero, ma ho preferito come abbiamo proseguito la socializzazione nel suo ostello. e qui oztupac scrivera’ un bel “ah, finalmente teo!”. primo giorno di primavera inizianto con una bella trombata; nuova vita!

ieri mattina mi son svegliato e mi sono informato per noleggiare una maschera da fare snorkelling (l’austriaca era gia’ dimenticata e, soprattutto, partita verso nord).

9 dollari per maschera e pinne. e facciamola.

sono andato al ningaloo marine park, dove c’e’ la barriera corallina ad ovest ed ho subito percorso i due sentieri della parte ovest del parco. non sono niente di che: gli ennesimi due gorges, ma il ricordo del karijini li umiliava.

e poi sono entrato in acqua, a stack beach. ero da solo e la barriera corallina era li’, tutta per me. ma che corrente…

dopo un quarto d’ora non mi sentivo per niente a mio agio ed ho preferito andare a turquoise bay. e li’ mi son divertito come… come la sera prima!

ho dapprima esplorato drift beach. anche qui una corrente da paura. mi avevano detto “parti da sud, e vedrai che la corrente ti portera’ a nord”. ed io infatti sono andato a nord a nuotare controcorrente.

dopo un po’ mi stavo dicendo “si’, bella, ma e’ tutta uguale. bei pesci, ma il corallo non e’ cosi’ differente da posto a posto”. ma poi e’ apparsa una tartaruga. diametro di un buon mezzo metro, l’ho seguita finche’ e’ dovuta tornare in superficie per respirare. che bella. una favola, davvero, con quelle macchie ed il guscio dipinto con colori aborigeni (sembra assurdo, ma sembrava ocra rossa con disegni gialli in stile davvero aborigeno).

uscito dall’acqua, sono andato dall’altra parte della baia. li’ la corrente era meno forte. dopo cinque minuti, un’altra tartaruga. stavo esplorando il fondo, quando qualcosa si e’ mosso. intendo… il fondo marino! la tartaruga aveva tutta la sabbia sul guscio, e la prima impressione era che un pezzo di fondale si stesse muovendo! l’ho seguita per un pezzo, finche’ la mia attenzione e’ stata distratta da alcuni pesci e da una cosa piatta con la coda, lunga un buon metro, larga mezzo (anche meno) e dipinta di giallo e verde. l’ho seguita, forse per dieci secondi, ma poi era troppo veloce per me.

uscito dall’acqua piu’ che soddisfatto, ho chiesto cosa fosse ad altri turisti “una stinger ray. steve irwin e’ stato ammazzato da una di quelle” “ah… ehm… ok” “no, tranquillo, quelle che ci sono qui non sono pericolose. bella?” “fantastica”. abbiamo chiaccherato per una buona mezz’ora, ma poi, dato che il sole stava andando giu’, ho preferito andare a lakeland a fare un ultimo snorkel. purtroppo la marea era gia’ troppo bassa e non me la sono goduta, ma il ricordo di turquoise bay era troppo favoloso!

lasciato il parco, mi son goduto il tramonto da una clothing-optional beach a nord, sulla strada per exmouth. prima che fosse buio ho anche dato un occhio al faro (niente di che).

stamattina sono andato a godermi l’alba (ehm… beh, un po’ in ritardo) e la visione del relitto che c’e’ a nord di west cape. bello, ultima fotografia al parco.

ora sto per ripartire verso sud. spero di non incontrare altre strade non asfaltate, dato che la poiana non resisterebbe. ma soprattutto spero di non incontrare altra polizia!

dimenticanze, sfiga e fenomeni astronomici

Agosto 30, 2007 by bonnieandclyde

dunque, per iniziare le ultime foto. ora mancano soltanto quelle di broome che sono nella mia macchina fotografica.

East_Kimberly_Region: http://www.flickr.com/photos/12339232@N04/

Central_Kimberly_Region: http://www.flickr.com/photos/12410361@N06/

a parte cio’.

mi son sempre dimenticato di dire un paio di cose successe.

son tipo otto mesi che mi dimentico di dire che ho visto due possum montarsi nel freycinet national park (ehm… tasmania).

dopodiche’.

a cairns ho incontrato le mie due svedesi preferite: quella per la quale avevo urlato di piu’ alla wet-t-shirt competition ad airlie beach e quella con cui m’ero goduto la serata, ancora ad airlie. alla prima ho guardato le tette, alla seconda ho guardato gli occhi… si’, certo.

e mi dimenticavo di dire che con tutti gli sterrati che ho fatto, e’ successo di trovarmi con la targa staccata (vedi foto di questo post). all’inizio l’ho messa a posto con lo scotch, ma poi sono stato fermato dalla polizia (qui a broome). mi hanno fatto l’alcohol test (ancora!) e non mi hanno detto niente del fatto che non si vedesse la targa (la foto e’ sulla macchinetta), ma ho pensato che urgeva una riparazione, e allora l’ho messa a posto coi lacci delle scarpe.

dimenticavo di dire che ho fatto un conteggio dei chilometri fatti fino ad oggi: su strada, fra macchine noleggiate, tours, e poiana, dadadadaaa… 39.000!!! e me ne mancano ancora piu’ di 4.000…

ho pensato al fatto di non essermi goduto appieno qualche posto, ma va bene cosi’. le mie belle nuotate, le giornate di sole, le splendide vedute… a volte una botta e via e’ migliore che una storia lunga. (anzi, diciamo che se fosse sempre cosi’ sarebbe meglio!).

dopodiche’… fenomeni astronomici.

io qui a broome son venuto per vedere il sole e la luna praticamente.

il sole, ed il tramonto, l’ho ammirato piu’ volte da cable beach. son stato fortunato due volte e sfortunato altre due volte, ma alcune foto sono degne della top-ten dei tramonti. peccato che il fumo che viene da nord (per gli incendi) abbia un po’ rovinato l’atmosfera, anche se cio’ ha sopperito alla mancanza di nuvole. anche i cammelli sulla spiaggia hanno sempre creato l’atmosfera per foto decenti.

ieri l’altro invece mi sono goduto l’eclissi totale di luna. sono andato nel luogo dove avevo gia’ dormito due notti e l’ho trovato pieno di gente. tutti a godersi la luna.

bella la luna. rosso fuoco, quasi assopita. bella atmosfera. alla fine siamo rimasti soltanto io ed un’altra auto (di backpackers) a dormire in quel posto. e ieri mattina il fattaccio.

sveglia alle sei (ma perche’ cosi’ presto?), barba (in auto, ancora mi mancava) e colazione. e poi son rimasto a godermi il sole che saliva. di fianco, l’auto dei tre tedeschi (una ragazza e due ragazzi) con la loro tenda. alle 7.24 arriva il fu**ing ranger, li multa e multa anche me. son convinto che se quegli stronzi non avessero montato la tenda nessuno si sarebbe accorto di niente.

comunque… il musico me l’aveva detto che a broome erano bastardi. chissa’ perche’ ho deciso di cambiare tecnica proprio qui. e allora si torna alle buone abitudini: dormire in centro o davanti agli ostelli, come ho fatto la notte scorsa. d’altra parte son 100 dollari, e io mica li trovo per strada… inoltre mi han preso i dati del passaporto. significa che se non pago lascio l’australia fregandomene, ma pago il doppio quando rientro, e quasi quasi ci rientro proprio…

comunque…

mi ero accorto di quanto quella bella ragazzina si facesse servire dai due tedeschi e nel frattempo mi dicevo “azz, ma allora questo tipo di ragazze non esistono solo in italia!”.

ad un certo punto la tipa e’ venuta verso la mia auto e ci siamo salutati. dopo dieci minuti di conversazione abbiamo scoperto di essere entrambi italiani (eh, mi pareva a me… solo le nostre donzelle sanno essere cosi’ carogne!)

comunque… alle 11 sono andato all’incontro per andare in barca a vela. mi son trovato su una bella barca di una ventina di metri, forse di piu’. un bel po’ di polvere, un tantino a soqquadro (azz… e’ la prima volta in vita mia che uso questo termine!), con i due proprietari: un culattone ed il suo amichetto! ora, io non ho mai niente contro chi ha scelto delle abitudini sessuali diverse dalle mie, tanto piu’ che, se sono insieme, di sicuro non mi fanno brutti scherzi!

ad un certo punto mi fanno “ma tu dove stai qui a broome?” “in auto” “e come fai quando sei via?” “boh, trovo un posto… tanto, per due settimane…” “ah… due settimane? ok…”.

e poi “ma quanti bagagli hai?” “eh, tranquillo, per due settimane mi basta lo zainetto” “ah… due settimane? ok…”.

e ancora “guarda che non so dove lo trovi un posto per la tua auto qui a broome. forse devi trovare un parcheggio o un meccanico che te la tiene” “eh, ma dai… per due settimane… quando torno la riprendo… magari do a qualcuno 50 dollari in maniera che me la tengano finche’ ritorno” “ah, e quand’e’ che ritorni?” “come? beh… con voi… 12-15 giorni scrivavate sull’annuncio, no?” “si’, 12-15 giorni per arrivare in thailandia. ma noi mica torniamo…” “ah… tze’… certo. e allora io non posso venire (sorridendo)”.

quando siamo tornati a terra, il padrone della barca mi fa “beh, e’ stato un piacere conoscerti. peccato che tu non possa venire con noi, ma noi non torniamo” “no, macche’, scherzi?” “no, perche’?” “mi stai prendendo per il culo, vero? dico… sei serio?” “si’. noi non torniamo” “ah… ehm… ok”.

ora, voi direte “ma tu pensavi di arrivare in thailandia e ritorno in due settimane visitando anche christmas island?” e io vi diro’ “oh, io son bellunese, che minchia ne so di quanto corre una barca?” (no, dai, in effetti il dubbio era venuto anche a me…).

fatto sta che io son rimasto qui a broome solo per quel colloquio, nel frattempo mi son preso una multa ed ho perso due giorni di viaggio. non sapevo se ridere o piangere.

fra l’altro ieri sera sono andato a vedere il fottutissimo “staircase to the moon”, quando la luna “sorge” quando il sole non c’e’ ed e’ tutto buio. peccato che la luna risentisse ancora dell’eclisse della notte precedente e fosse piuttosto rossastra anche ieri, cosi’ le foto son tutt’altro che chiare. inoltre il mare era piattissimo, cosi’ niente scale: l’unico effetto e’ quello di due lune, fra l’altro rosse. in pratica non ci credera’ nessuno che ho visto lo staircase! ma vaffanculo allora!

ora vado a pagare la multa e me ne vado da broome. il clima e’ fantastico qui (a parte una fastidiosa nebbia mattutina che se ne va alle 7 e mezza) e giu’ fa piu’ fresco, ma se continuo a rimanere qui va a finire che mi faccio fuori anche “la casera” con la polizia. uff…

broome, foto

Agosto 28, 2007 by bonnieandclyde

ciao raga. intanto vi metto un altro po’ di foto, cosi’ ora sono indietro soltanto di due cd (!)

Darwin_&_Litchfield_Np_&_Berry_Springs_&_Howard_Hot_Springs http://www.flickr.com/photos/12276942@N08/

Kakadu_National_Park http://www.flickr.com/photos/12246150@N05/

questo, ve lo giuro, sara’un post corto, dato che devo parlare soltanto di broome.

a broome ci sono arrivato venerdi’ pomeriggio, quando ho scritto l’ultimo post. e quel giorno non ho fatto nulla di che.

sabato e domenica invece mi sono goduto il weekend fancazzeggiando in giro per la citta’, andando in spiaggia (bella, ma non aspettatevi chissache’), pensando ai regali da portare alle mie amiche in italy (ah, si’, e anche ai miei famigliari) e non trovando nulla alla portata del mio portafoglio (sorry, sara’ per il prossimo viaggio: cioccolatini anche stavolta!) e, sostanzialmente, pensando a dove fermarmi lungo l’ormai breve strada che mi portera’ a perth.

le conclusioni sono state cosi’ veloci che dopo un’ora avevo gia’ girato la citta’ e pensato alle prossime tappe.

e allora sono andato ad informarmi per andare a cape leveque, su, 200 chilometri a nord di qui, dove dicono che ci sia una splendida spiaggia. sono andato al visitor center e ormai ho la certezza che nella zona del kimberly le rompiballe lavorano tutte in sti posti! “tu non ci vai” “e perche’?” “perche’ non ti lasciano entrare!” “minchia, puzzo cosi’ tanto?” “si’, e fra l’altro hai una 2wd e la strada non e’ adatta a quelle macchine” “ma mi son fatto il tanami, la gibb river…” “quando arriverai non ti lasceranno entrare. tu con quella macchina non ci vai, capito?” “(puttana!)”.

tutto per dire che ho rinunciato ad andare a cape leveque. vabbeh. 400 chilometri risparmiati, vediamola cosi’.

broome e’ una citta’ bellina, davvero. il clima e’ piuttosto umidiccio, ma la vicinanza al mare mi mette di buonumore (che cavolo mi sta succedendo?). e’ un po’ un casino di strade, ma i quartieri sono ben lontani fra loro e la circolazione e’ agevole. il problema e’ che non c’e’ una mazza da fare! dico… sembra un’oasi nel deserto. la citta’ piu’ vicina e’ derby (mi sa che la tipa del visitor center e’ la cugina di quelle di broome e fitzroy crossing!) che si trova 240 chilometri piu’ in la’. di lavoro se ne trova parecchio nel campo della ristorazione, mentre nelle perle ora si parla di “low season” e quelli che hanno un lavoro se lo tengono. tutto cio’ mi ha fatto riflettere ieri e la decisione di andarmene oggi alla volta di port hedland era praticamente sicura. d’altra parte lo staircase to the moon e’ domani sera e lo si vede anche da li’. questo e’ l’unico motivo che mi teneva ancora qui.

ma stamane, mentre venivo qui all’internet point, ho notato un cartello: “cercasi equipaggio per andare in thailandia per 12-15 giorni”. ho mandato il mio profilo e attendo la risposta fino a domattina. fatto sta che ormai me ne resto qui per lo staircase. e in ogni caso e’ difficile che mi prendano, dato che cercano gente con esperienza in cucina e esperienza di navigazione. io gliel’ho provata a buttar sul ridere, dicendo che sono italiano e cucino italiano (tonno coles, fagioli home brand e uova per due settimane penso andranno bene, no?) e che sono stufo delle montagne, ma mi sa che mi rideranno in faccia. in quel caso auguro alla nave di affondare!

vedremo come va…

foto

Agosto 27, 2007 by bonnieandclyde

post leggero. ve la ricordate la svizzera? beh, spulciate tra le foto di Katherine_etc… e la troverete…

aggiornamento:

Kings_Canyon: http://www.flickr.com/photos/10891872@N02/

nuove: 

Alice_Springs_&_McDonnell_Ranges: http://www.flickr.com/photos/12106159@N07/

Katherine_Gorge_&_Mataranka_Springs_&_Devils_Marbles: http://www.flickr.com/photos/12111833@N04/